La protesta
Regalano abitazioni ma il Comune non può accettare: le casse sono vuote
Il sindaco: «Ridicolo affermare che il valore potrebbe crollare a causa del possibile arrivo di centrali geotermiche»
ROCCALBEGNA. Ti regalo una casa. No, grazie. Alcuni proprietari di Roccalbegna propongono una donazione al Comune del loro bene immobiliare, perché non sono più in grado di rifare il tetto o di pagare l’Imu. Ma il Comune cortesemente rifiuta perché le casse sono vuote e si riesce a malapena a pagare le proprietà comunali.
La notizia, che racconta la drammatica situazione in cui versano tanti piccoli Comuni italiani, viene a galla quando qualcuno ha avanzato l’ipotesi che se Roccalbegna diventasse terra di centrali geotermiche, le case perderebbero di valore. Ma il sindaco Massimo Galli obietta: «È ridicolo, perché più giù di così non possono andare. C’è chi ce le vuole regalare le case. Gratis, dico. Non hanno soldi per rifare il tetto, per pagare tasse e bollette. Ma nemmeno il Comune ce la farebbe, per cui non le abbiamo volute neppure regalate. E di certo qui la geotermia non c’entra, perché nel nostro territorio non c’è. Forse se ci fosse, costituirebbe un valore aggiunto e servirebbe a dare un po’ di fiato alla nostra economia».
Galli che ultimamente ha manifestato coi sindaci geotermici a Santa Fiora con il gruppo Geotermia sì, prende la parola sull’ipotesi di centrali nel suo territorio e specifica di aver indicato uno spicchio di terreno confinante con Semproniano e Santa Fiora, come area idonea. Chiarisce che incontri con la popolazione non ne ha fatti perché l’amministrazione non ha in mano alcuna richiesta ufficiale: «Indicammo come area idonea, uno spazio adiacente alla zona di Bagnore. Il Comune di Semproniano fece lo stesso. La nostra indicazione è assai restrittiva, perché si tratta di un terreno periferico. La questione geotermia che interessa Roccalbegna nasce nel 2011, quando comparve il progetto “Murci” che riguardava Scansano Arcidosso, Santa Fiora, Cinigiano, Semproniano e, appunto, Roccalbegna. Poi l’area si restrinse, eliminando Cinigiano e Scansano. Adesso il progetto è diventato “Triana”, ma noi non abbiamo richieste scritte al proposito. È la Regione, infatti, che deve concedere Via e Vas. Noi come Comune saremo chiamati in seguito, alla conferenza dei servizi. Ho letto nel sito regionale la richiesta di ricerca Triana. Roccalbegna è coinvolta in modo marginale, più coinvolte sono S.Fiora e Selva».
Il sindaco Galli, incalzato dalla minoranza rocchigiana sbotta: «Fermo restando che ancora non abbiamo nulla di ufficiale, mi chiedo: ma qui vogliamo dire sempre no a tutto? Roccalbegna sta declinando visibilmente e certo è che non è colpa della geotermia che non c’è da noi. Ma quel che non c’è davvero è il lavoro. Risorse economiche extra ci permetterebbero di attivare iniziative lavorative, di abbassare le tasse, di creare strutture per anziani e bambini. Ce lo dirà la gente cosa vuole. Abbiamo avuto 5000 presenze di turisti in tutto l’anno. Lamentele infinite per la tenuta delle strade. Posso metterci un divieto di transito come fa la provincia. Di più non posso fare. Vogliamo Roccalbegna bella e selvaggia e spopolata? Mi adeguo, ma il no a tutto ciò che potrebbe aiutarci, non ci pagherà, è sicuro». —
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