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Porto di Talamone: si aprono le buste, via al dragaggio

Ivana Agostini
Porto di Talamone: si aprono le buste, via al dragaggio

Dopo i vari slittamenti  degli ultimi mesi l’intervento è finalmente a una svolta  I lavori inizieranno a breve forse entro fine gennaio

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Il dragaggio del porto di Talamone potrebbe partire prima del previsto, già entro questo mese di gennaio. Oggi in Comune saranno aperte le buste con le offerte delle ditte che sono state invitate a partecipare al bando.

«I lavori – spiega il sindaco di Orbetello Andrea Casamenti – inizieranno a brevissimo». Una notizia importante. Prima il dragaggio avrà inizio, prima i fondali dell’approdo garibaldino torneranno alla normalità.

Finalmente lo scavo potrebbe essere davvero a un passo dopo i vari slittamenti degli ultimi mesi e le molte polemiche che hanno accompagnato il dragaggio.

Il progetto di scavo è stato approvato a marzo e prevede anche il conferimento dei fanghi nel porto di Piombino. Spesa complessiva dell’intervento 1 milione e 100mila euro divisi fra Regione Toscana (600mila), Comune di Orbetello (150mila) e Consorzio dei concessionari, Il Molo (350mila).

A Piombino sarebbero dovuti arrivare 21mila metri cubi di sedimenti dragati entro giugno 2018. Il termine per tutta una serie di adempimenti che dovevano essere realizzati non è stato rispettato e quindi i tempi si sono dilatati.

I mesi scorsi sono stati eseguiti anche altri esami e il progetto esecutivo è stato modificato. Lo scavo doveva terminare entro dicembre 2018 ma una serie di ritardi hanno fatto slittare la scadenza che sarà in primavera.

All’inizio della stagione estiva 2018 erano stati gli stessi concessionari del porto a chiedere al Comune di Orbetello di rimandare i lavori per affrontare la stagione estiva. Anche se le imbarcazioni oltre un certo pescaggio non potevano entrare in porto, altre hanno potuto farlo e la stagione diportistica si è salvata. Le polemiche hanno poi riguardato i carotaggi dei fanghi: era stata rinvenuta un’alta concentrazione di zinco in corrispondenza di una zona del porto di Talamone. Sulla presenza dello zinco intervenne però Arpat a marzo dello scorso anno precisando che il Comune di Orbetello aveva effettuato un ulteriore campionamento dei sedimenti marini in prossimità del punto risultato contaminato dallo zinco e nel nuovo campione la concentrazione di zinco era risultata totalmente in linea con tutti i campioni precedentemente analizzati all’interno dell’area dei pontili. Ora che il procedimento è arrivato alla fine e oggi, con l’apertura delle buste, saranno affidati i lavori, chi opera sul porto tira un sospiro di sollievo. La situazioni dei fondali è diventata col tempo sempre più preoccupante e il paese spera che i lavori tanto annunciati abbiano finalmente inizio in modo che per l’inizio della stazione estiva Talamone e il suo approdo passano presentarsi in una veste nuova e pronti a ospitare turisti e diportisti. —

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