Sicurezza
La moglie lo denuncia per maltrattamenti Il giudice lo assolve
ORBETELLO. Quel che è accaduto in quel giorno di inizio 2009 non furono maltrattamenti. Una botta accidentale semmai, come ha spiegato lo stesso imputato nella dichiarazione spontanea che ha chiuso il processo a suo carico, in cui il giudice del tribunale di Grosseto Andrea Stramenga ha deciso di assolverlo dalle accuse.
Una storia tormentata quella che è stata ricostruita in aula nel corso delle varie udienze, che trova inizio nel 2007 quando l’uomo conosce prima e va a convivere poi con quella che diventerà sua moglie nella primavera dell’anno dopo. I due vanno a vivere a Orbetello, ma dopo il matrimonio qualcosa nella donna cambia, come ha spiegato l’imputato (poi assolto) difeso dall’avvocato Paolo Novelli. «È diventata gelosa, possessiva», ha detto in aula, raccontando che ogni giorno l’accusava di tornare a casa con brillantini sul volto e graffi sulla schiena, di cui accusa in special modo una collega. Gli episodi di gelosia, continua l’orbetellano nella sua dichiarazione spontanea (che riassume la linea difensiva sostenuta in tutti questi anni), si susseguono nel corso del tempo, arrivando a situazioni limite. Una volta l’uomo era a casa malato e la moglie l’aveva chiuso dentro prima di uscire, impedendo anche al medico del lavoro di entrare per le visite. Una storia tormentata che prende una piega diversa a inizio 2009 quando il marito, dopo l’ennesima accusa di avere i brillantini sulla faccia, spintona la donna per allontanarsela di dosso, colpendola così «inavvertitamente», come ha detto in aula, sul volto. Da qui la denuncia per maltrattamenti in famiglia e il processo che ne è seguito, chiuso con una sentenza di assoluzione in quanto il fatto non sussiste. —
Alfredo Faetti
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