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Gessi rossi, la cava di Montioni è al limite

Giulia Sili
Gessi rossi, la cava di Montioni è al limite

Il materiale accumulato a piè di fabbrica preoccupa i sindaci: troppi mesi di silenzio, accordo con Venator da rivedere

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I gessi rossi, il materiale di scarto ottenuto dalla produzione di biossido di titanio dalla Venator di Scarlino, avevano tenuto banco durante le amministrative di giungo scorso, tanto che sulla questione si era giocata gran parte della campagna elettorale a Gavorrano.

Che destinazione dare al rifiuto speciale nel momento in cui sarà terminato lo spazio per lo stoccaggio all’interno della cava di Montioni nel Comune di Follonica? Questa la domanda che tutti i candidati si erano visti porre. Da allora però sono passati sette mesi e sulla questione è sceso il silenzio: una calma che oggi preoccupa non poco il sindaco di Gavorrano Andrea Biondi, visto che una delle due cave del suo Comune potrebbe essere scelta come nuovo sito di stoccaggio. Intanto il progetto Montioni si sta avviando alla fase finale ed è evidente che a piè di fabbrica stia aumentando il volume dei materiali accatastati. E se da una parte è sempre stato detto che tutti i territori sono potenzialmente i nuovi destinatari dei gessi rossi, da subito la cava della Vallina e quella della Bartolina di Gavorrano sono state le più quotate.

Per discutere dell’argomento il Comune di Gavorrano si era anche servito di un nuovo strumento: il dibattito pubblico. L’obiettivo non era quello di individuare un sito di stoccaggio ma, piuttosto, discutere dell’argomento anche con i cittadini per determinare la migliore soluzione possibile. Per sopperire al problema della difficile decisione la Regione Toscana aveva infatti accolto le richieste del Comune di Gavorrano, finanziando con 38mila euro le procedure di dibattito pubblico che si è tenuto tra il 6 febbraio e il 29 giugno 2017. Quasi 40mila euro, tre incontri e tanti documenti prodotti, consultabili sul sito di Open Toscana. Poi il silenzio: «Al momento non ci sono novità sulla questione – dice Biondi – di fatto siamo al punto in cui ci trovavamo subito dopo le elezioni. Credo che a livello politico ci sia la volontà di rivedere l’accordo del 2015 che fu ristretto solo a Gavorrano, Follonica e Scarlino con la Venator e con la Regione. Rivederlo, e valutare quindi un ampliamento anche ad altri Comuni limitrofi e inserendo poi vincoli maggiori». Per Biondi è necessario essere «più pragmatici sulla questione e vincolanti anche nei confronti dell’azienda». E conclude: «Non mi piace questo silenzio. Il Comune di Gavorrano vuole discutere la questione e vuole dire la sua: non si può arrivare tardi a questo appuntamento e non si possono accettare decisioni prestabilite». «Condivido le preoccupazioni che sono di tutti – ha commentato il sindaco di Scarlino Marcello Stella – è necessario fare presto e dare una soluzione credibile che vada nella direzione della tutela ambientale e della continuità produttiva e occupazionale. Il problema dovrà essere affrontato dal territorio nel suo insieme, tenendo conto anche di tutte le possibilità». Intanto a Montioni è stato chiesto di stoccare i gessi rossi anche in una porzione dell’area adiacente a quella già in uso, così da ottimizzare i conferimenti.

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