Il Tirreno

Grosseto

castiglione della pescaia 

Custode trovato senza vita Presto il rimpatrio della salma

F.G.

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grosseto. Anthony Christy Pereira, il custode cingalese di 49 anni, trovato morto il 2 gennaio nella villa di Poggio delle Trincee dove lavorava come custode, sarebbe morto per cause naturali. Il professor Mario Gabrielli, della Medicina legale dell’Università di Siena ha eseguito l’autopsia sulla salma dell’uomo, che presto sarà rimpatriata nel suo Paese, lo Sri Lanka dove lo attendono la moglie Nirosha Dias Kumunduni e le tre figlie. Il medico legale incaricato dal sostituto procuratore Valeria Lazzarini che ha aperto un fascicolo contro ignoti ipotizzando il reato di istigazione al suicidio, si è riservato 60 giorni di tempo per depositare i risultati dell’accertamento che si è svolto due giorni fa all’obitorio dell’ospedale di Grosseto. Erano stati i cognati dell’uomo che abitano a Bucine, in provincia di Arezzo, a sollevare i dubbi sulla morte del quarantanovenne che da tempo lavorava alle dipendenze di una famiglia come custode e tuttofare della villa a Poggio delle Trincee. Due pomeriggi fa, prima dell’autopsia, i due cognati hanno fatto il riconoscimento del cadavere: l’uomo era stato trovato morto nella sua camera, che era chiusa dall’interno, il 2 gennaio. I proprietari della villa avevano chiamato subito i soccorsi ma la corsa del personale del 118 era stata inutile: l’uomo era già morte, forse ucciso da un malore improvviso.

Il sostituto procuratore ha chiesto al medico legale di accertare da quanto tempo Pereira fosse morto e, ovviamente le cause.

Risposte che arriveranno tra sessanta giorni quando verrà depositata la relazione che servirà a chiarire i dubbi sollevati dai parenti che dallo Sri Lanka lo avevano contattato, senza successo, nei giorni precedenti alla morte.

La figlia di Pereira lo aveva chiamato il 29 dicembre e l’uomo le aveva assicurato che si sarebbero sentiti di nuovo il 31, per gli auguri di Capodanno. Ma sia quel giorno che il giorno successivo la ragazza non era riuscita a parlare con il padre. Aveva poi saputo dal proprietario della villa che sarebbe tornato nello Sri Lanka tra una settimana. Un viaggio del quale però la famiglia d’origina non era a conoscenza: l’uomo infatti sarebbe dovuto partire per il suo Paese d’origine a marzo per partecipare al matrimonio della figlia.

Quando è stato trovato il corpo ormai senza vita del quarantanovenne era scattato l’allarme anche nella caserma dei carabinieri che hanno fatto un sopralluogo nella stanza senza però trovare elementi che facessero pensare ad altro se non a un malore. I familiari si sono rivolti all’avvocato Sabrina Pollini. — F.G.

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