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Trovato morto in casa I dubbi dei familiari «Quand’è successo?»
Disposta l’autopsia sulla salma del custode cingalese Per due giorni non ha risposto al telefono alla figlia
I dubbi sulla morte di Anthony Christy Pereira, il custode di origini cingalesi che lavorava in una villa a Poggio delle Trincee, sono state sollevate dai suoi familiari, che, attraverso l’avvocato Sabrina Pollini, hanno presentato un esposto alla Procura. Il pm Valeria Lazzarini ieri ha conferito l’incarico al professor Mario Gabbrielli che effettuerà l’autopsia sul corpo del quarantanovenne. L’uomo infatti, è stato trovato morto nella sua camera il 2 gennaio, quando i proprietari della villa di Poggio delle Trincee hanno buttato giù la porta e hanno subito dato l’allarme al 118: sul posto è arrivata un’ambulanza, ma Anthony Christy Pereira era già morto e non c’è stato nulla da fare. Sono stati i cognati che vivono a Bucine, in provincia di Arezzo, a effettuare ieri il riconoscimento del cadavere del custode.
L’uomo viveva da molti anni a Castiglione della Pescaia, dove lavorava alle dipendenze della famiglia svolgendo le mansioni di sorvegliante della casa e tuttofare. Il 29 dicembre, aveva sentito sua figlia al telefono e le aveva detto che si sarebbero chiamati di nuovo il 31, per fare gli auguri alla moglie e alle altre due figlie che vivono nello Sri Lanka. Il 31 però, l’uomo non ha telefonato e non ha nemmeno mai risposto alle numerose chiamate arrivate dal Paese a sud dell’India. Il giorno dopo, la figlia di Pereira ha telefonato ai datori di lavoro dell’uomo che le hanno spiegato che suo padre stava bene, che era impegnato ma che comunque non doveva preoccuparsi perché di lì a poco sarebbe dovuto partire per lo Sri Lanka. La moglie e le figlie però, di quel viaggio di ritorno, non ne sapevano nulla: aspettavano il ritorno del quarantanovenne il prossimo marzo, per partecipare al matrimonio di una delle tre figlie.
Della morte di Pereira hanno saputo il giorno successivo quando sono state avvertite dai proprietari della villa che lo hanno trovato morto nella sua stanzetta. In quella camera, stando a quanto raccontato dai parenti, ci sarebbero dovuti essere anche dei monili in oro e un iPad che però non sono stati trovati. La porta della camera però, era chiusa dall’interno e addosso all’uomo non c’era alcun segno di violenza. L’ipotesi che si è fatta subito strada sia tra i soccorritori che tra i carabinieri che sono stati avvertiti immediatamente e che sono intervenuti nella villa a Poggio delle Trincee, è quella della morte naturale. Anthony Christy Pereira sarebbe stato ucciso da un infarto.
I familiari però, vogliono sapere la data esatta della morte: perché da 29 dicembre al 2 gennaio non sono più riusciti a mettersi in contatto con lui?. «È a questa domanda che dovrà rispondere il medico legale - dice l’avvocato Sabrina Pollini - così come indicato nella domanda formulata dal sostituto procuratore che chiede che venga accertato il tempo, le cause della morte e i mezzi che l’hanno prodotta». Per poter disporre l’autopsia il pm ha aperto un fascicolo contro ignoti per istigazione al suicidio. Un’ ipotesi che ovviamente dovrà essere valuta.
Quello che è certo è che l’uomo aveva detto alla famiglia che sarebbe tornato nello Sri Lanka a marzo, per stare vicino a sua figlia che si deve sposare e che non avrà sua padre accanto nel giorno più bello della sua vita. I cognati dell’uomo stanno seguendo la vicenda, insieme all’avvocato Pollini per capire cosa sia successo davvero nella villa.
Ma anche per scoprire il motivo di quel viaggio in India che non era stato annunciato ai suoi familiari. —
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