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Trent’anni fa l’addio a Morbello Vergari
La Maremma ricorda il suo poeta contadino. Roselle, Batignano e il Coro degli Etruschi da lui fondato rendono omaggio a un protagonista della cultura popolare
ROSELLE. Il 16 gennaio 1989 si spegneva, all’età di 68 anni, il poeta contadino Morbello Vergari, cantore di Maremma e fondatore del Coro degli Etruschi. Proprio il coro da lui voluto insieme alla Pro Loco di Roselle e a quella di Batignano ne ricordano la figura aprendo il lungo anniversario dedicato al ricordo di Vergari.
Se infatti il 16 gennaio ricorrono i trent’anni dalla scomparsa, il prossimo anno si celebrerà il centenario della nascita visto che Morbello Vergari nacque a Santa Caterina di Roccalbegna il 28 dicembre 1920 da Candido Vergari e Giustina Baccetti.
Le difficili condizioni di vita di quegli anni portarono la famiglia a trasferirsi nel villaggio minerario di Baccinello dove il padre iniziò a lavorare come minatore. Qui Morbello frequentò le prime tre classi della scuola elementare: rimarranno i suoi unici studi scolastici. In quegli anni Vergari scoprì anche la fisarmonica, strumento a cui la sua figura è molto legata. Nel 1941 partì militare e fu impegnato sul fronte dell’Albania. Dopo l’armistizio fu fatto prigioniero dai tedeschi e deportato in Cecoslovacchia. Nel 1945 fece ritorno dalla famiglia che in quel periodo abitava al podere I Rocconi di Roccalbegna.
Come succedeva infatti a tante famiglie che lavoravano a mezzadria i Vergari cambiarono più volte podere fino ad approdare nel 1955 al podere Mota 18 nell’area della città etrusco-romana di Roselle. Fu un incontro determinante, quello con la terra rosellana: Morbello lavorava la terra e trovava reperti archeologici che affioravano dal terreno e ciò lo stimolava a conoscere la storia e ad approfondire, da autodidatta, le proprie conoscenze.
Grazie a questi suoi interessi conobbe gli esponenti della cultura grossetana di allora che andavano a visitare i ruderi di Roselle: parliamo di figure come Carlo Cassola, Luciano Bianciardi, Aldo Mazzolai e Giuseppe Guerrini. Nel 1958 partecipò alle campagne di scavo archeologico svolgendo volontariamente il ruolo di guida per i visitatori finché divenne il custode dell’antica Roselle, incarico che svolgerà per tutta la vita.
La scrittura, la ricerca e il duro lavoro dei campi andarono sempre di pari passo finché nel 1962 conobbe Giovanni Guastavigna, docente del liceo classico Alfieri di Torino che lo spronò nella sua attività di scrittore e poeta e lo mise in contatto con la rivista torinese “Voci nuove” dove Morbello pubblicherà le sue prime poesie fino all’uscita nel 1964 del suo primo libro, “Versacci e Discorsucci” con cui vinse il primo premio letterario Città di Torino.
Nei primi anni Settanta Vergari iniziò a lavorare insieme a Corrado Barontini a una ricerca sulla tradizione canora maremmana, recuperando testi e motivi, che confluì nel volume “Canti popolari in Maremma” a cui collaborò anche il maestro Finisio Manfucci per le trascrizioni musicali dei brani. Nel 1974 nacque il Coro degli Etruschi con l’intento di mantenere vivo il repertorio di canti popolari della Maremma, dell’Amiata e della valle dell’Albegna. Col coro, di cui faceva parte anche il fratello di Morbello, Sesto, scomparso nel 2016, Vergari partecipò a tante rassegne di musica popolare e trasmissioni televisive.
Dalla fondazione del coro musica, ricerca sul folklore maremmano (anche in collaborazione con l’antropologo Roberto Ferretti, fondatore dell’Archivio delle tradizioni popolari della Maremma) e attività letteraria (grazie all’amicizia e alla collaborazione con l’editore pistoiese Giovanni Tellini) continuarono a intrecciarsi nella vita di Morbello fino alla fine.
Ammalatosi nell’estate del 1988, pur essendo ricoverato in ospedale, Morbello Vergari cominciò la stesura di un quaderno sul tema “Proverbi e cure selvatiche”, rimasto incompiuto. Nello stesso anno terminò la stesura della commedia “Li sposi di San Bisognino” che verrà pubblicata postuma.
La prima iniziativa commemorativa in occasione dei trent’anni dalla morte di Morbello Vergari è in programma il 15 gennaio nella scuola elementare di Roselle che gli fu intitolata nel 2009, in occasione dei vent’anni dalla scomparsa: alle 18 al termine dell’open day della scuola che fa parte del Comprensivo Grosseto 2 il Coro degli Etruschi, il fratello Giovanni Battista Vergari (il più piccolo degli otto figli della famiglia Vergari) e la Pro Loco di Roselle ricordano la figura del poeta contadino. —
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