Sicurezza
Sequestrato yacht di lusso, d’estate è stato a Punta Ala
punta ala. È stato ormeggiato per tutta l’estate al porto di Punta Ala (Castiglione della Pescaia), con i suoi 27 metri di lunghezza, equipaggio completo di comandante e uscite al largo con a bordo la famiglia. Poi il rimessaggio, ad ottobre, in un cantiere di Tombolo, in provincia di Pisa.
Ed è qui che i finanzieri, al comando del tenente colonnello Peppino Abbruzzese del Nucleo Pef di Arezzo, lo hanno rintracciato dopo mesi di indagini.
Lo yacht LapEdo, valore 950mila euro, appartiene ad Andrea Moretti, figlio di Antonio Moretti, l’imprenditore aretino del vino e della moda, patron del gruppo finito sotto inchiesta da parte della guardia di finanza, coordinata dal pm Marco Dioni.
L’imbarcazione di lusso era sfuggita ai sequestri disposti dal gip di Arezzo nell’ambito dell’inchiesta per autoriciclaggio e riciclaggio che nel novembre scorso ha portato agli arresti domiciliari Antonio Moretti, il figlio e due stretti collaboratori.
Con questo yacht, attualmente ai sigilli, il patrimonio finora sequestrato dai finanzieri ammonta a 25 milioni di euro.
La finanza sapeva che l’imbarcazione era stata ormeggiata a Punta Ala per tutta l’estate, individuata grazie ai finanzieri di Castiglione della Pescaia. Poi se ne erano perse le tracce.
Gli uomini di Abbruzzese l’hanno ritrovata seguendo le tracce contabili e in particolare alcune fatture del cantiere pisano dove era in rimessaggio.
Recuperare lo yacht non è stato semplice. All’acquisto si chiamava Sherazade ed era registrato in Italia. Il nome è stato poi cambiato in LapEdo; risulta che sia stato riverniciato e iscritto nel registro nelle navi londinesi, tant’è che la bandiera di poppa è quella inglese.
L’inchiesta lavora sull’ipotesi di reato di associazione a delinquere finalizzata all’autoriciclaggio, reati fiscali e bancari, nell’ambito delle società del gruppo. —
F.F.
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