Il Tirreno

Grosseto

falso stupro E POLEMICHE 

Rossi replica a De Martis «Se è stata simulazione non è colpa di Fdi»

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Grosseto. Continua il dibattito politico intorno al caso del presunto tentativo di stupro di una giovane grossetana, poi crollata – passando da vittima a indagata – quando è stata messa di fronte ai risultati delle indagini dei carabinieri. Fabrizio Rossi, portavoce provinciale di Fratelli d’Italia, replica a Carlo De Martis, consigliere della Lista Lorenzo Mascagni sindaco, che ha parlato di «bestiario razzista» facendo riferimento alle reazioni del centrodestra alla notizia del presunto tentativo di violenza sessuale.

«Fratelli d’Italia espresse solidarietà e vicinanza alla donna vittima del presunto stupro – dice Rossi rivolgendosi a De Martis – Se poi vi è stata simulazione di reato non è colpa di Fdi. De Martis e tutto il Pd hanno messo in bocca a Fratelli d’Italia parole che non aveva pronunciato e continuano ad alimentare preoccupazione nel tessuto civile cittadino e tensione tra le forze politiche democratiche, quando invece occorrerebbe molta riflessione e ponderazione, sia nelle affermazioni sia nei gesti. Per un caso non veritiero vi sono migliaia di casi che ci fanno preoccupare. Avete amministrato Grosseto e l’Italia, facendo esplodere il problema sicurezza con le vostre fallimentari politiche sulla giustizia e sull’immigrazione clandestina. E avete poi il coraggio di prendervela con la gente ormai esasperata che si sfoga su Facebook? » .

Anche Elisabetta Ripani, deputata di Forza Italia – che all’indomani della notizia del presunto stupro aveva sollecitato l’intervento dell’esercito – replica al consigliere di Lista Mascagni sindaco: «La sinistra farebbe bene – dice Ripani – a non sminuire l’utilità dei nostri militari e non strumentalizzare la vicenda della falsa aggressione solo per il gusto di attaccare il centrodestra maremmano».

«La sinistra sale in cattedra – continua Ripani – a dare lezioni sul tema che le ha segato le gambe. Parlando di contenuti: “Strade sicure” è un’operazione attiva dal 2008 in moltissime realtà italiane che funziona egregiamente e non si traduce nel portare uno scenario di guerra nelle città. Da grossetana dico – continua Ripani –che sarebbe un onore per la città impiegare i nostri militari del Savoia Cavalleria a presidio dei luoghi sensibili del capoluogo maremmano già individuati dalle autorità cittadine. Uno strumento in più di deterrenza e prevenzione (certamente non risolutivo del problema sicurezza), con la certezza assoluta di una professionalità qualificata che porterebbe risultati positivi a Grosseto». –

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