Sicurezza
Bambina morta dopo il parto: otto i professionisti indagati
Grosseto: la piccola ha avuto una serie di attacchi cardiaci. Trasferita di corsa alle Scotte, è deceduta poche ore dopo. Eseguita l'autopsia
GROSSETO. Eseguita l'autopsia sulla neonata morta il 7 gennaio all'ospedale Le Scotte di Siena dove era stata trasferita in condizioni disperate poche ore dopo il parto, avvenuto all'ospedale Misericordia di Grosseto. L'esame, chiesto dalla procura di Siena - che ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo dove risultano otto indagati - è stato effettuato ieri pomeriggio all'istituto di Medicina Legale da un'equipe di tre medici: un medico legale e due specialisti tra cui un neonatologo. I risultati attesi nelle prossime settimane serviranno a chiarire le cause delle complicazioni cardiache emerse durante il parto e che hanno portato al decesso della neonata. Gli indagati, secondo quanto si apprende, sarebbero medici e infermieri dell'ospedale di Grosseto.
Come detto, sono otto gli indagati, tutti professionisti dell’ospedale Misericordia, che hanno fatto di tutto per far vivere la piccola, venuta alla luce con il parto cesareo: i medici Marcello De Filippo, Elisa Donati, Matteo Martini, Antonios Kenanidis, Antonietta Labianca, l’infermiera Michele Rosso, le ostetriche Daniela Giusarma e Sara Tosini. Cinque professionisti (De Filippo, Donati, Giusarma, Labianca e Tosini) sono difesi dallo studio legale Giorgi. Gli avvocati Luciano Giorgi e Carlo Valle hanno chiesto la consulenza di due medici, un esperto anatomo patologo e il professor Pasquale Giuseppe Macrì di Arezzo.
I medici, le ostetriche e gli infermieri che hanno assistito al parto della bambina hanno fatto tutto il possibile per salvarle la vita: al primo arresto cardiaco, il neonatologo l’ha rianimata consegnandola poi ai colleghi dell’ambulanza Cicogna per essere portata di corsa alle Scotte di Siena, dove ad attenderla c’era il personale sanitario del reparto di Terapia intensiva neonatale.
Il padre della bambina ha saputo che le condizioni di sua figlia erano gravissime una volta arrivato alle Scotte, dove è tornato ieri per l’autopsia della bambina. La mamma della piccola è stata invece dimessa dall’ospedale ed è ancora sotto choc. Lei la sua piccina non l’ha potuta tenere in braccio nemmeno un minuto.
Gli avvisi di garanzia emessi dalla Procura di Siena, che ha ricevuto l’esposto dei genitori della bambina, sono un atto dovuto per permettere agli indagati di partecipare agli accertamenti tecnici irripetibili che sono stati disposti dal magistrato.
I familiari della bambina, morta tredici giorni dopo il bambino di una coppia di maremmani poco più che trentenne, nel reparto di Neonatologia del Misericordia, vogliono soltanto sapere se loro figlia potesse essere salvata. La stessa richiesta che è stata fatta dai genitori del piccolo che è stato ucciso da anossia, dopo che la sua testa era rimasta incastrata tra le ossa pelviche della madre. Per quella tragedia, il sostituto procuratore Salvatore Ferraro ha indagato 23 persone, medici, ostetriche e personale sanitario che hanno tentato in ogni modo di salvare la vita al bambino.
È un dolore indescrivibile, quello provato dalle due coppie di genitori, che per nove mesi hanno cullato il sogno di poter abbracciare per la prima volta i loro figli.
La Regione ha deciso di inviare gli esperti della commissione sul punto nascita per verificare che tutte le procedure siano state seguite alla lettera.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
