Sicurezza
Il sindaco Grisanti contro Enrico Rossi «Non ci rispetta»
Decreto Salvini, il presidente della Regione vuole ricorrere alla Corte Costituzionale
LA POLEMICA
Il sindaco di Campagnatico Luca Grisanti contesta duramente in tema di sicurezza, il governatore Enrico Rossi e sbotta: «Ma a noi sindaci non ci pensa? ». «Alquanto bizzarro e il comportamento del governatore Rossi – dice Grisanti – che contesta il Decreto Sicurezza del ministro Salvini; io invece lo approvo in pieno».
Il presidente della Regione sta preparando la contromossa al decreto Salvini: «Il governatore Rossi e la sua Giunta – continua il sindaco di Campagnatico – avvalendosi del Titolo V della Costituzione, sta approvando una proposta di legge contraria al Decreto Sicurezza sulla base del ricorso presentato alla Corte Costituzionale. E nel fare questo quale rispetto porta, in qualità di presidente della Regione a noi sindaci, che ci ritroveremo, grazie alle sue continue mozioni pro migranti, a dover supplire con le esigue risorse comunali che abbiamo? Non basteranno i 2 milioni di euro di finanziamento che lui e la sua giunta intendono stanziare». Tali risorse, secondo Grisanti, «servono per dare assistenzialismo gratuito agli immigrati, alle spalle degli italiani. In Toscana – aggiunge – abbiamo una sanità allo sbando, liste di attesa per esami strumentali con appuntamenti dati a distanza anche di anni, ospedali periferici che non si sa più se sono carne o pesce, non c’è un medico dell’ospedale di Grosseto che non si lamenti di un sistema che non funziona, tagli di personale e turni massacranti. La maggior parte della responsabilità è senz’altro del governatore Rossi al quale dico fortemente “no” a trasformare la nostra regione in un grande Centro di Accoglienza. Fortunatamente il 2020 è sempre più vicino».
L’intervento di Grisanti si inserisce nella polemica in corso sul Decreto Sicurezza: da un lato c’è una cordata di sindaci contrari e dall’altra sindaci favorevoli. Rossi si schiera al fianco dei sindaci contrari, annunciando di aver fatto al consiglio regionale, insieme alla giunta Toscana, una proposta di legge che tutela i diritti della persona, a prescindere dalla cittadinanza: il diritto ad essere curato, ad avere una dimora, un’alimentazione adeguata e il diritto all’istruzione. La materia sanitaria, assistenziale e l’istruzione sono materia concorrente su cui le Regioni, per il titolo V della Costituzione, hanno potere di legiferare. Sopra le leggi dello Stato e delle Regioni c’è poi la Corte Costituzionale che già nel 2010, durante il governo Berlusconi aveva dato ragione alla Toscana su una legge che riconosceva il diritto di ogni persona alla cura. Rossi, dunque, forte di quella sentenza, ci riprova contro il pacchetto sicurezza del ministro Salvini. —
F. B.
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