Toscana
Il bestiario razzista contro gli aggressori e le lotte intestine
Per il capogruppo De Martis (lista Mascagni) siamo alla resa dei conti nella maggioranza
Odio e menzogne
Un’ordinaria settimana di odio e di menzogne. La mattina del 7 gennaio una ragazza denuncia di essere stata vittima di un tentativo di stupro da parte di due “nordafricani”. Mentre la comunità si stringe attorno all’ennesima vittima di un per fortuna “solo” tentato stupro la destra grossetana dà inizio all’abituale show.
Fin dalla mattina gira un post di Maremma Migliore (il gruppo politico che aveva espresso l’assessore alla sicurezza Fausto Turbanti, oggi loro inviso dopo la recente rottura) dove si racconta il fatto e dove si chiede di applicare il Decreto Minniti con il Daspo urbano il Decreto Sicurezza di Salvini con le espulsioni.
A supporto arriva immediatamente l’assessore Fabrizio Rossi di Fratelli d’Italia e da lì un diluvio di interventi di inaudita violenza, un vero e proprio bestiario: «Ci vuole il manganello e farci giustizia da soli...», «Pena certa sì... ma di morte! ! !», «Si devono ammazzare questi essere inutili», «Iniziate a castrarli a vivo», e così via.
Il giorno dopo interviene il capogruppo di Fratelli d’Italia, Bruno Ceccherini, che minaccia il ricorso alle maniere forti mentre il 9 e il 10 gennaio è la volta della “autorità”: da due anni e mezzo al timone della città, e per vent’anni al governo dell’Italia regalandoci l’attuale quadro normativo in materia di immigrazione, la famigerata Bossi-Fini, il senatore della Lega Mario Lolini e la deputata di Forza Italia Elisabetta Ripani svelano al mondo la loro idea geniale per il risolvere il “problema sicurezza” a Grosseto: l’esercito, senza dire però che l’esercito non può in ogni caso sostituirsi alle forze dell’ordine, potendo svolgere solo servizi di vigilanza a obiettivi sensibili e di pattuglia congiuntamente alle forze di polizia.
Proseguono le indagini e si scopre che la “vittima” ha confessato: era tutta una montatura. Tutto è bene quel che finisce bene? Certo che no. Perché di buono in questa storia non c’è nulla: c’è una ragazza che, per motivi ancora tutti da chiarire, si inventa vittima di una violenza, putacaso da parte di due “nordafricani”.
C’è una parte di città che immediatamente reagisce, ma non riservando solidarietà alla (presunta) vittima, bensì odio e violenza verso gli immigrati in quanto tali. In quella parte di città si distinguono alcune forze politiche che si gettano sulla notizia come sciacalli, per lanciare miseri proclami xenofobi o per ravvivare la faida interna all’amministrazione comunale. Perché ormai è noto: lì siamo al tutti contro tutti, con la Lega che non perde occasione per delegittimare il sindaco e l’assessore alla sicurezza e Vivarelli Colonna che interviene accusando gli “alleati” di governo di aver «cavalcato la notizia contribuendo a generare un clima di paura».
Infine, casomai qualcuno vi fosse davvero interessato, c’è un dramma reale, ed è quello della violenza maschile sulle donne, che non ha colore e men che meno bisogno di storie inventate o di bieche strumentalizzazioni politiche, ma piuttosto di consapevolezza, sensibilità, rispetto e, soprattutto, di una profonda trasformazione culturale. —
Carlo De Martis
Capogruppo Lista Mascagni
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