Il dolore
«Noi del Giglio, un modello di riscatto»
Il sindaco Ortelli desidera che l’esperienza nata dalla tragedia sia a disposizione di altre comunità. A partire da Genova
. Sette anni dopo il Giglio ricorda il naufragio della nave Costa Concordia e rivendica un modello di ripartenza. Oggi saranno commemorate le 32 vittime, rammentate le sofferenze inferte agli altri passeggeri e a chi vive l’isola, i danni subiti (e faticosamente recuperati) dall’ambiente marino.
I tempi, però, sono maturi anche per soffermarsi sull’esempio che è arrivato dalla tragedia negli anni a venire. Il sindaco dell’isola, Sergio Ortelli, che nelle prossime settimane deciderà se ricandidarsi per la terza volta alla carica più scomoda e ambita (dopo aver rinunciato a una carriera da parlamentare), è sicuramente il protagonista di questo insegnamento positivo, applicabile anche in altri contesti. La vicenda ormai sta per concludersi. Sul fronte ambientale risultano ripristinati i fondali rocciosi di Punta Gabbianara, sfregiati dalla nave adagiata e poi dai cantieri, con il ritorno di colonie di posidonie. Chiuso l’accordo tra il Comune e Costa Crociere per 3 milioni e 550mila euro, a cui si aggiungono i 600mila euro delle provvisionali riconosciute dal Tribunale di Grosseto all’isola e alla Regione Toscana (il governatore Rossi ha deciso di “girare” al Comune anche la sua parte), restano in appendice solo i contenziosi di privati presso il tribunale civile. Soldi che avranno comunque un uso “pubblico”.
Insomma, è finalmente possibile tracciare un bilancio del dopo Concordia. «Vorrei che la nostra esperienza di gigliesi fosse messa a disposizione di altre tragedie, il riscatto dell’isola preso a modello, a partire dal rapporto tra il pubblico e il privato» ha detto all’Ansa, due giorni fa, il primo cittadino, riferendosi al crollo del Ponte Morandi, a Genova. Un parallelo tutt’altro che azzardato, una distanza di reazioni che va oltre la temporalità. È stato il giornalista Giancarlo Santalmassi, qualche settimana fa, a porre per primo l’attenzione sulle differenze. Il 13 gennaio del 2012, nel giro di poche ore, un’imponente macchina di soccorsi si mise in moto, dopo le generose e volontarie iniziative degli abitanti dell’isola, pronti a soccorrere i naufraghi mettendo a disposizione coperte, letti e case. Il Comune, la Provincia, la Regione e lo Stato sostennero superstiti e familiari e misero a punto un’operazione di sostegno alla nave incagliata e poi all’isola sotto choc. Le responsabilità della compagnia di navigazione non sono mai state messe in discussione, né quelle di Francesco Schettino (processato, condannato e tutt’ora in carcere), ma nessuno in questi sette anni si è mai soffermato a lungo sulle recriminazioni, nessuno ha mai pensato di togliere a Costa la possibilità di continuare a navigare. E Costa, alla fine, ha fatto il suo dovere. Ha pagato.
A Genova, per il ponte Morandi, la società privata concessionaria è stata messa da parte… «Qui al Giglio – sono ancora parole di Ortelli – il privato da cui è provenuto il danno, cioè Costa Crociere, si è fatta carico di tutto, e il cosiddetto pubblico, gli enti, a partire dal nostro piccolo Comune, travolto dall’emergenza con un’immediata paralisi amministrativa, ha saputo coordinare e vigilare sugli interventi programmati, che hanno risolto il problema. L’isola ne sta uscendo definitivamente. Io ne sono orgoglioso». —
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