La protesta
Sara: «Fate tutti dello sport Non smettete di sognare»
Vargetto, 10 anni, testimonial insieme al giornalista-runner Roberto Di Sante Attività fisica come terapia contro la depressione e gli ostacoli della disabilità
Secondo i dati dell’ultimo Eurobarometro sullo sport il 72 per cento degli italiani non fa sport. Eppure ci sono persone che nello sport (quello pulito, inclusivo e fatto di passione e rispetto delle regole) hanno trovato una ragione di vita a cui aggrapparsi per affrontare la malattia. Il convegno “Corri insieme a me” promosso dall’Isis Fossombroni a indirizzo sportivo su progetto di Adelfia Franchi (e che ha avuto Il Tirreno tra i media partner) ha portato ieri in città (al mattino nell’aula magna della scuola, di pomeriggio nella sala del consiglio comunale) le preziose e coraggiose testimonianze di Roberto Di Sante, il giornalista runner che si è salvato dalla depressione con la corsa (come racconta nel suo libro “Corri. Dall’inferno a Central Park”) e la piccola Sara Vargetto, 10 anni appena, che corre in carrozzina spinta dal padre Paolo e pratica basket.
«La depressione è un’eterna tortura – dice Di Sante – Preferiresti che ti spezzassero le gambe per soffrire meno. Coltivare la passione della corsa partendo da zero insieme alle terapie mi ha permesso dopo undici mesi di onorare il mio voto di correre la maratona di New York. E poi sono arrivate anche le altre fino alla conquista del trofeo delle Six Major World Marathon. Ma la vera vittoria è stata quando ho visto la mia faccia provata dalla fatica inquadrata nel maxischermo: ho capito che tornavo a essere protagonista della mia vita».
Grazie alla corsa Di Sante ha scoperto la storia di Sara Vargetto. «Consiglio a tutti di fare sport perché migliora la vita – dice Sara – Quando sono sul campo da basket la mia condizione di disabilità sparisce: gli altri guardano solo come sono fatta dentro e non l’esterno. Invece quando sono al centro commerciale succede il contrario». Nelle parole di Sara non conta tanto il risultato ma l’esperienza che lo sport le regala: «Quando partecipo alle corse la gente urla il mio nome, mi batte il cinque, fa a gara per spingermi: è una vera festa».
Il convegno “Corri insieme a me” è stato aperto dal piccolo saggio di ginnastica e acrobatica di alcune alunne della scuola (insieme ai saluti della preside Francesca Dini e dell’assessore allo sport Fabrizio Rossi) mentre le domande all’autore del libro sono state affidate agli studenti Francesco Bartolini e Giovanni Casanova (4D), Alessandro Corsi e Lorenzo Chigiotti (4E) e Brian Barbieri e Lorenzo Fois (4F) coordinati dalla professoressa Monica Renzetti.
Per parlare dello sport come terapia e parte di uno stile di vita sano sono stati previsti diversi interventi con un approccio multidisciplinare: il medico Alessandro Brunini, il presidente del Panathlon Club Grosseto Armando Fommei, il presidente di Acsi Italia Atletica Roberto De Benedettis e la responsabile della comunicazione della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea Claudia De Stefanis.
Il messaggio più bello? Quello dei due testimonial: il sorriso contagioso di Sara che ha avuto in dono la maglia blu col logo dell’istituto e le parole del giornalista che ai ragazzi ha detto: «Mai smettere di sognare. Io ad esempio ho già in mente un nuovo sogno impossibile: correre la Polar Circle Marathon». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
