Gioco
Pannoloni, le segnalazioni passano sotto la lente
Sono 65 le lamentele dei cittadini per la qualità del prodotto raccolte dall’Urp dell’Asl. Lena: «Stiamo verificando tutto»
Il caso “pannoloni” non è ancora risolto ma dall’Asl sud est arrivano importanti aggiornamenti alla luce di un terzo incontro che si è svolto ieri e a cui era presente anche una rappresentanza dei cittadini-utenti del Comitato di partecipazione.
Dal 1° dicembre è cambiata la ditta fornitrice dei cosiddetti ausili assorbenti per conto dell’Asl Toscana sud-est: la Fater è subentrata alla Serenity. E non sono mancate le lamentele, che continuano in questi giorni: «Se con la vecchia fornitura bastavano tre pannoloni al giorno – dettagliava ieri al Tirreno una grossetana che ha subito il trapianto di un organo – con quella nuova ne sono necessari il doppio: sei; io non mi sento sicura ad uscire di casa indossandone solo uno; i veli sono molto leggeri».
Il 28 dicembre l’Asl sud est ha messo in piedi una cabina di regia per verificare le segnalazioni dei cittadini che fanno uso di ausili assorbenti e traverse e il rispetto del capitolato da parte della ditta vincitrice dell’appalto e dunque fornitrice del servizio: tale cabina ora è pienamente operativa e vigilerà su come la Fater sta accogliendo e accoglierà le segnalazioni. «La ditta ha l’obbligo di rispondere a tutte le segnalazioni – spiega Fabio Lena, direttore del dipartimento politiche del farmaco dell’Asl sud est – e di trovare una soluzione in 48 ore. Il 23 gennaio ci riuniremo nuovamente per verificare come la ditta sta gestendo le segnalazioni».
Sono poco meno di 19mila i cittadini che risiedono nell’area vasta dell’Asl sud est e che fanno uso di ausili assorbenti. Le lamentele che si sono sollevate sono di due “tipi”: da una parte riguardano taglie sbagliate e mancate consegne, dall’altro la qualità che – secondo 65 utenti, tante sono le segnalazioni raccolte dell’Urp dell’Asl – sarebbe inferiore rispetto a quella garantita dalla vecchia fornitura.
L’Asl sud est spiega che c’è una soluzione ad entrambe le “classi” di lamentele. Cominciamo dalle taglie sbagliate e dalle mancate consegne che possono essere spiegate –secondo l’azienda sanitaria – alla luce del fatto che il vecchio data base, che conteneva “l’identikit” degli utenti e che è “passato” alla Fater, «ha mostrato di avere alcune lacune –spiega Lena – Ma la nuova gara ha previsto che tutti i dati d’ora in poi saranno tenuti mediante applicazioni dell’Asl». E veniamo alla questione qualità. «La Regione – sottolinea Lena – ha messo a punto una gara orientata non al massimo ribasso bensì alla qualità. È stata testata la qualità del prodotto, del servizio infermieristico e della logistica di consegna, dell’applicativo informatico; sono stati fatti test di laboratorio ma anche “di uso”. E siccome il capitolato prevede che vengano fatti di routine controlli qualitativi ogni qualvolta che lo vogliamo, li faremo: andremo anche a casa degli utenti». L’azienda sanitaria non ha dubbi sulla qualità del prodotto che ha superato lo scoglio della gara e dei test, e dunque, conclude Lena «stiamo valutando e valuteremo che il prodotto presentato in gara corrisponda effettivamente a quello fornito agli utenti». –
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