Il Tirreno

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follonica 

«Mi fa telefonare?» Poi in preda alla rabbia mette bar a soqquadro

Giulia Sili
«Mi fa telefonare?» Poi in preda alla rabbia mette bar a soqquadro

In lacrime, aveva chiesto alla titolare di chiamare il marito Minacce e parole grosse. Sono intervenuti i carabinieri 

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Si è presentata in lacrime nel bar Note di Mare, in via Cimarosa a Follonica, e ha chiesto di telefonare al marito. Cristina Milani, la proprietaria dell’attività, non ha esitato un attimo di fronte alle lacrime della donna: le ha offerto il proprio cellulare per fare la chiamata. La donna si è però messa a discutere animatamente con il marito, tanto che in preda alla rabbia ha iniziato a buttare in terra gli stuzzichini, i bicchieri e le bottiglie che si trovavano sul bancone. Un gesto che ha allarmato la proprietaria che si è quindi rivolta ai carabinieri.

L’episodio è avvenuto ieri pomeriggio intorno alle 14 nel bar di Zona Nuova: «Oggi è venuta una signora sulla cinquantina, bionda a chiedermi aiuto per chiamare il marito – racconta Cristina – si è presentata piangendo e io l’ho fatta chiamare. Lui ha risposto con parole poco piacevoli imprecando e trattandola molto male. Dopo un po’ la donna è diventata molto aggressiva e ha spaccato tutto ciò che avevo sul bancone, buttando tavolini e sedie in terra. Per fortuna non ha rotto la vetrina».

Nel bar è poi arrivato anche il padre della barista per il cambio turno e la donna, in evidente stato di alterazione, ha aggredito verbalmente anche lui.

Cristina per avvisare i suoi colleghi del fatto avvenuto ha scritto un messaggio sulla pagina Facebook dedicata alla città e in molti hanno affermato di conoscere la coppia, nota per episodi di violenza non dissimili da quello raccontato dalla barista. «Ho chiamato i carabinieri che sono arrivati in un attimo – racconta Cristina – Prima però la donna mi aveva minacciato, e ha anche trattato male un mio cliente che si era offerto di pagarle un caffè dopo averla vista tanto agitata».

Cristina si è anche offerta di accompagnare la donna al centro anti violenza: «Non è cattivo, mi ha detto mentre piangeva – racconta Cristina – lo ha difeso a spada tratta e non ha voluto sentire ragioni. Subito dopo è diventata lei stessa aggressiva nei miei confronti». —

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