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Corte dei Conti, nuova sanzione In consiglio scoppia la bagarre

E.G.
Corte dei Conti, nuova sanzione In consiglio scoppia la bagarre

Le opposizioni hanno chiesto le dimissioni dell’assessore e del dirigente Il sindaco: «Faremo ricorso al Tar del Lazio come già lo scorso anno»

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Acceso consiglio comunale quello di ieri mattina a Castiglione della Pescaia. Un solo punto all’ordine del giorno, riguardante la nuova sanzione inflitta all’amministrazione, circa 950 mila euro, da parte della Corte dei Conti a causa dell’aggravarsi dello sforamento del patto di stabilità relativo ai bilanci 2015 e 2016, e che ha fatto salire la temperatura, con l’opposizione che ha chiesto a gran voce le dimissioni dell’assessore Federico Mazzarello e lo spostamento del dirigente della ragioneria.

I problemi sono nati quando il Comune castiglionese ricevette dallo Stato più soldi di quanti invece avrebbe dovuto avere: una ripartizione errata del Fondo di solidarietà appunto del 2015; numeri che hanno sempre fatto discutere, considerato che i parametri sono “lineari” e non rispettano quelle che sono invece le realtà locali, e che mettono in crisi gli enti virtuosi ancora oggi, come appunto il comune di Castiglione. Quei denari furono dunque spesi dal Comune, che superò così il tetto di stabilità con tutte le conseguenze del caso, dal taglio degli stipendi degli amministratori al non poter assumere nuovi dipendenti, fino alla sanzione amministrativa da parte della Corte dei Conti, circa 520 mila euro.

Ora con le rettifiche dei rendiconti da parte della Corte dei Conti, che ha censurato i metodi di redazione del bilancio in special modo con riferimento ai crediti di dubbia esigibilità, il conto da pagare per il Comune costiero è appunto aumentato a 950 mila euro, che verranno detratti dai trasferimenti.

Il botta e risposta non è mancato. Paolo Lippi a nome del gruppo 5 Stelle ha chiesto a gran voce l’allontanamento dal servizio di chi ha sbagliato, con riferimento ai tecnici che hanno redatto i bilanci poi corretti dalla Corte dei Conti, con il capogruppo Gianni Massai che ha rincarato la dose affermando: «Quello che ha scritto la Corte dei Conti nella sua sentenza, rimane un atto fatto dall’amministrazione molto grave, da cui prendiamo le distanze». Sullo stesso tono il capogruppo di Dare Michele Giannone, che ha invocato la responsabilità politica dell’allora assessore al bilancio Federico Mazzarello. Il quale si è difeso attribuendo lo sforamento del patto alla necessità di pagare i fornitori che l’amministrazione di Monica Faenzi aveva lasciato inevasi.

A ripercorrere tutte le tappe della vicenda è stato il sindaco Giancarlo Farnetani: «Le trattenute incriminate riguardano in principal modo i contributi che arrivano dall’Imu. Il Comune incassa circa 12,5 milioni di euro dalle seconde case, lo Stato ne trattiene subito circa 2,5 milioni e poi una percentuale di perequazione, da sempre contestata da questo Comune, che ha anche sollecitato emendamenti alle finanziarie per il modo iniquo con cui lo Stato preleva i soldi. Come già nel 2017 faremo ricorso al Tar del Lazio anche per respingere questa nuova sanzione».

Dal lato politico la maggioranza ha fatto quadrato con il capogruppo Fabio Tavarelli che ha detto: «Nonostante alle difficoltà finanziarie nell'amministrazione dei comuni si siano aggiunte norme tardive e complicazioni tecniche, la gestione delle risorse è sempre avvenuta all’insegna della responsabilità e della buona amministrazione - ha argomentato - Pertanto prendiamo atto delle rettifiche con l’impegno a supportare professionalmente gli uffici per adeguarsi alle nuove regole nella redazione dei bilanci». —

E.G.

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