Il Tirreno

Grosseto

dopo la decisione del giudice sportivo 

Calciatore squalificato 4 anni «Inspiegabile tanta severità»

Calciatore squalificato 4 anni «Inspiegabile tanta severità»

Il ds del Sorano, Baldoni, contesta l’applicazione delle misure anti-violenza «Possono sbagliare tutti ma certi meccanismi sono intollerabili»

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SORANO. Il Sorano non ci sta, il provvedimento disciplinare a carico del calciatore Davide Celestini che non potrà più giocare fino al lontano 10 novembre 2022 trova decisamente contrariata la società biancoceleste.

A esternare il pensiero è il direttore sportivo Emilio Baldoni: «Potrei parlare dei molteplici e plateali errori di valutazione commessi dall’arbitro durante l’intero arco della partita tra noi e il Ponte d’Arbia, errori che talvolta sono apparsi incomprensibili e che sono documentabili attraverso le immagini televisive di Tv9, ma siccome gli errori arbitrali possono avvenire mi soffermo su altri aspetti». Prima di continuare la conversazione Baldoni esprime un concetto: «Tutti possiamo sbagliare, per primi gli arbitri, ma ciò che non possiamo tollerare sono meccanismi e dinamiche che sembrano realizzati appositamente per incidere sia sugli esiti delle singole partite e più in generale sugli equilibri della classifica».

Un concetto forte che potremmo definire di assoluta rottura che Baldoni argomenta così: «A Ponte d’Arbia era presente il commissario di campo, una figura appositamente inviata dalla Federazione perché dovrebbe verificare e garantire la correttezza della partita. In pratica il commissario ha un ruolo di garanzia per tutti, per le società, per i giocatori, per i tecnici e per l’arbitro». Il ds del Sorano sottolinea come la presenza del commissario di campo dovrebbe far sentire tutti più tutelati ma in base a ciò che racconta lui stesso domenica scorsa il modo di svolgere il ruolo di commissario di campo è stato interpretato in maniera bizzarra: «Ero in panchina – dice Baldoni – e almeno in un paio di occasioni il commissario di campo si è espresso in maniera negativa verso le decisioni assunte dal direttore di gara. A fine partite, dopo il concitato finale, mi sono avvicinato al commissario di campo esternandogli la nostra volontà di presentare ricorso e che probabilmente lo avremmo chiamato in causa con lo scopo di fargli descrivere la dinamica dei fatti visto che era l’organo appositamente indicato per tale compito. Lui ha candidamente risposto che non sarebbe mai andato contro la sua famiglia, ha pronunciato queste esatte parole». Baldoni non vorrebbe aggiungere altro, sostenendo che spetta ai lettori farsi un’idea ma poi aggiunge: «La sua famiglia dovrebbe essere quella dello sport, quella di tutelare tutti».

Un altro aspetto che secondo il Sorano non è affatto chiaro è il seguente. Secondo la società biancoceleste due giocatori del Ponte d’Arbia che erano diffidati sono stati ammoniti durante la partita ma non risultano tra gli squalificati: «Una squalifica che avrebbe dovuto essere automatica», rimarca Baldoni.

Infine il ds del Sorano critica il passaggio del comunicato ufficiale in cui si sostiene che la sanzione comminata a Celestini viene considerata ai fini della applicazione delle misure amministrative per prevenire e contrastare episodi di violenza: «Mi sembra quasi che si dica di punirne uno per educarne cento ma la questione più importante è un’altra e riguarda l’uniformità della squalifica. Ci sono tanti casi avvenuti in Toscana e in altre regioni dove per episodi ben più gravi sono state irrogate squalifiche più lievi, quindi o si è sempre sbagliato in tutti gli altri episodi oppure in questo caso si è voluto calcare particolarmente la mano ma dovrebbero spiegarci in maniera plausibile il motivo». —

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