Attenzione
A Boston 20 anni fa la morte di Grossi
Lo scienziato originario di Giuncarico e cittadino onorario sarà ricordato in un convegno all’Università di Madrid
Esattamente 20 anni fa moriva a Boston lo scienziato maremmano Mario Grossi, poi sepolto a Giuncarico, dove ha ancora casa la figlia. In Maremma lo ricordano in questi giorni i nipoti e gli amici. Dal 12 al 14 giugno, invece, l’università Carlos III di Madrid organizzerà un meeting sul satellite Tethered, proprio per omaggiare Grossi, nel corso del quale porterà una testimonianza il professor Enrico Lorenzini dell’università di Padova, allievo di Grossi.
Figlio di un capostazione delle Ferrovie dello Stato (Gaetano Grossi), e di una maestra elementare (Emma Salvi), Mario visse a Giuncarico i primi anni della sua vita e compì gli studi della scuola dell’obbligo in Maremma. Poi, seguendo i trasferimenti del padre per motivi di lavoro, visse a Piombino e a Pisa, dove si laureò a 23 anni con 110 e lode alla facoltà di Ingegneria, discutendo una tesi riguardante una radiosonda per il rilievo del graduante atmosferico di temperatura, che fu immediatamente brevettata. Esperto di onde radio, ottenne subito un incarico alla Marconi di Genova, che rappresentava negli anni cinquanta la punta di diamante dell’industria elettromeccanica italiana, e contemporaneamente incominciò una proficua collaborazione con l’Università di Genova. Alla fine degli anni cinquanta Grossi si trasferì a Cambridge, dove ricevette un incarico all’Università di Harvard. Ii suoi studi sulla propagazione delle onde radio gli valsero l’ammissione al gruppo “Progetti Speciali” dello Smithsonian Astrophysical Observatory, del quale fece parte per il resto della vita. Nei primi anni Sessanta Mario Grossi progettò una coppia di satelliti, definiti OV-4, che per la prima volta esplorarono e studiarono la propagazione anomala delle onde radio in una zona della ionosfera, denominata in seguito Whispering Tunnel (Galleria del sussurro). Questi studi ebbero un vasto riscontro nella comunità scientifica statunitense e gli consentirono di acquisire meriti presso la Nasa.
Fece parte del gruppo di progettazione del Viking 2, che consentì la prima esplorazione di Marte e in quegli stessi anni affiancò gli ingegneri che concepirono il primo volo congiunto russo-americano Apollo-Sojuz, progetto in cui Grossi curò in particolare la connessione fra le due astronavi. Il suo nome però rimane legato al progetto Tethered che concepì per primo nel 1972, allorquando, impegnato a studiare un nuovo sistema di collegamento con i sottomarini in immersione, pensò di risolvere il problema delle comunicazioni adottando una lunga antenna di 100 km che si sarebbe potuta svolgere da un satellite posto in orbita geostazionaria. A metà degli anni ottanta la tragedia dello Shuttle Challenger procrastinò nel tempo la realizzazione delle idee di Mario Grossi, concretizzatesi solo nel 1992. Nel mese di luglio di quell’anno Franco Malerba, primo astronauta italiano, portò in orbita l’ambizioso progetto del satellite al guinzaglio Tethered. Più tardi la fattibilità delle intuizioni di Grossi fu dimostrata da altre missioni.
Nel 1994 il Comune di Gavorrano conferì a Mario Grossi la cittadinanza onoraria anche per aver dato lustro, con i suoi progetti, al luogo di nascita. Fu anche insignito dal presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro del titolo di “Benemerito della scienza”. Le sue ceneri riposano nella cappella di famiglia, nel cimitero di Giuncarico. —
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