Gioco
Non versò la tassa di soggiorno Albergatrice mandata assolta
Fiorella Berogna era imputata per peculato, per 2.644 euro relativi a tre mesi dell’estate 2014 versati in ritardo Tutto regolare invece per giugno
ORBETELLO. Assolta per mancanza dell’elemento psicologico, cioè del dolo. Non c’era intenzionalità in Fiorella Berogna, imputata di peculato per non aver versato al Comune di Orbetello nei termini 2.644 euro di tassa di soggiorno relativi agli ospiti del suo albergo, Villa Smeraldo alla Giannella. Così ha deciso il collegio (Giovanni Puliatti presidente, Gian Marco De Vincenzi, Andrea Stramenga) che ha adesso depositato le motivazioni.
I fatti risalivano al periodo luglio, agosto e settembre 2014 (il termine ultimo era il 31 ottobre 2014) e il processo era iniziato dagli accertamenti della guardia di finanza. L’imprenditrice aveva versato sole le somme di giugno (603 euro, un euro per ciascun ospite) ma non quelle dei mesi successivi. Perché? «Me ne ero dimenticata», aveva detto Berogna interrogata in aula, perché presa da altre incombenze della sua attività (l’albergo è piccolo e a gestione familiare); lei aveva comunque accantonato le somme per il successivo riversamento al Comune. Effettivamente, e questo anche le fiamme gialle lo avevano accertato, il pagamento per i mesi contestati era stato effettuato, anche se in ritardo e solo dopo gli accertamenti della polizia giudiziaria. Perché solo giugno? Secondo i giudici, si può spiegare col fatto che Berogna «in quel periodo, non essendosi ancora nel clou dell’estate, avesse prestato maggiore attenzione al relativo incombente e comunque appare difficilmente compatibile con la volontà di appropriarsi, come se nulla fosse, degli importi che sarebbero stati riscossi nei mesi successivi».
Non solo. Il collegio rileva alcune circostanze oggettive. Perché il 2014 era stato il primo anno in cui l’imposta di soggiorno era stata istituita dal Comune di Orbetello; tale introduzione «non era stata preceduta da un’adeguata informazione, da parte dell’amministrazione comunale, in ordine alle implicazioni della delibera del consiglio del 30 aprile 2014 e del regolamento attuativo per gli albergatori e gli altri gestori di strutture ricettive»; inoltre vi sarebbe stata una «scarsa chiarezza della predetta normativa comunale in ordine all’aspetto concernente l’efficacia temporale del regolamento applicativo». Tutto questo insieme di fattori può aver «contribuito a far sì che Berogna omettesse di effettuare il versamento cui era tenuta per negligenza o per altra colpevole dimenticanza». E per questo, secondo il principio in dubio pro reo, il Tribunale ha assolto l’imprenditrice. Molte di queste argomentazioni erano state ripercorse nell’arringa dal difensore Maurizio Infetti, che aveva sollecitato l’assoluzione per non aver commesso il fatto. Il pm Salvatore Ferraro aveva invece chiesto la condanna a 1 anno e 4 mesi. —
Pierluigi Sposato
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