Il Tirreno

Grosseto

In preda alle allucinazioni sale sul tetto dell’ospedale

Ivana Agostini
In preda alle allucinazioni sale sul tetto dell’ospedale

Grosseto, giovane convinto a scendere dai sanitari: probabilmente aveva assunto sostanze. Da quattro giorni non usciva da casa. Pensava di tuffarsi in una piscina

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GROSSETO. Ore di angoscia si sono consumate sulla terrazza dell’ospedale San Giovanni di Dio di Orbetello per un ragazzo che ha minacciato più volte di buttarsi di sotto. Il ragazzo di età compresa fra i 25 e i 30 anni, della Costa d’Argento, era in forte stato confusionale, sotto l’effetto di sostanze allucinogene anche se non è chiaro che tipo di sostanze avesse assunto. Per fortuna, dopo ore che il giovane era sul terrazzo i sanitari sono riusciti a farlo desistere dal suo intento.

Il ragazzo era arrivato al pronto soccorso di Orbetello in piena notte, alle due di ieri. Era poi andato via per tornare alle 6 del mattino. È da questo momento che è iniziato il suo folle intento di buttarsi nel vuoto forse senza nemmeno capire fino in fondo quello che stava per fare. Chi ha assistito alla scena parla di un ragazzo trasfigurato, in preda ad allucinazioni che non lo facevano essere presente a se stesso.

Per fortuna qualcuno si è accorto della sua presenza su quella terrazza e ha dato l’allarme. Il giovane è rimasto molto tempo sulla parte alta dell’edificio alla quale si accede con una scala. Qui ha parlato a lungo con un amico che lui solo vedeva, con un amico immaginario. Una persona a cui raccontare le sue intenzioni, con cui dialogare, un “qualcuno” che nessuno vedeva ma che per lui esisteva ed era lì accanto.

Cercare di trovare le parole giuste per convincerlo a non fare gesti azzardati non è stato facile. Così come bloccarlo per non farlo cadere nel vuoto. Secondo alcune testimonianze per lui era come buttarsi in una piscina nella quale non gli sarebbe successo nulla.

Nella realtà però quella terrazza non era un trampolino e sotto di lui non c’era l’acqua che lo avrebbe accolto ma solo il vuoto e un freddo marciapiede.

I sanitari presenti sono riusciti a convincerlo a scendere e, una volta raggiunto, lo hanno sottoposto a un trattamento sanitario obbligatorio. Il capalbiese è stato poi trasferito a Siena dato che al San Giovanni di Dio non c’era nessun posto disponibile anche perché non ci sono più i quattro letti del reparto di Psichiatria. I sanitari non sono riusciti a sottoporre il giovane all’esame delle urine per capire con esattezza che tipo di sostanze avesse assunto per ridurlo in quello stato. Il paziente era stato visto nei giorni scorsi, da alcuni cacciatori, in una zona del capalbiese dedita allo spaccio. Su questo saranno poi i carabinieri che sono intervenuti in mattinata a fare chiarezza anche perché sembra che negli ultimi 4 giorni il giovane non fosse uscito di casa.

Una vicenda che ha tenuto col fiato sospeso tutti coloro che si sono adoperati per cercare di salvare la vita al giovane.
 

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