Lutto
Il mercato nero fiorisce nell’Europa dell’Est
massa marittima. C’è una pista che dalla Maremma e dal resto dell’Italia porta verso l’Europa dell’Est. È la pista seguita da chi alimenta il mercato nero dei farmaci, che in Italia vengono passati dal Servizio sanitario nazionale ma che in molte zone, soprattutto nei Paesi dell’Europa dell’Est appunto, devono essere pagati fino all’ultimo centesimo. E la cifra è altissima, se si pensa che con sole trecento confezioni di medicinali portati via dalla farmacia dell’ospedale di Massa Marittima, i ladri si sono messi in tasca un bottino del valore di 125mila euro. Le confezioni contenevano infatti varie tipologie, tra le quali anche gli antitumorali.
Medicinali che in Italia non possono essere rivenduti: sono tutti tracciati, sulle confezioni c’è stampigliato un codice a barre che ne illustra il percorso e che ricostruisce tutte le tappe commerciali dei prodotti che vengono stoccati nelle farmacie degli ospedali e nei depositi regionali, pronti poi ad essere distribuiti nelle farmacie territoriali e negli ospedali della provincia. Impossibile quindi che chi ha rubato quelle scatole di medicinali possa poi tentare di rivenderli in Italia.
All’estero invece, i prodotti non sono tracciabili e, una volta passata la frontiera, il codice a barre diventa praticamente nullo. Fino a qualche anno fa, i ladri specializzati in questo tipo di furti prediligevano altre sostanze, molto spesso quelle dopanti, che poi finivano nel mercato nero degli anabolizzanti. Ora invece il canale privilegiato sembra proprio essere quello dei mercati dell’Est europeo. — F.G.
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