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arcidosso 

Pd: «Solidarietà al bar Invitiamo la comunità a vivere di più il paese»

F.B.

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arcidosso. Il Pd di Arcidosso porge la sua «vicinanza umana» ai gestori della gelateria Centrale, riaperta ieri dopo la chiusura di cinque giorni disposta dalla Questura di Grosseto su proposta arrivata dal comando di tenenza carabinieri di Arcidosso nei giorni scorsi.

La chiusura era stata decisa dopo che i carabinieri avevano attestato che nel locale c’era una costante presenza di persone note alle forze dell’ordine e pericolose per la pubblica sicurezza.

La riapertura è stata festeggiata con aperitivo e brindisi dagli esponenti della locale sezione Pd (nella foto). Il Pd ha riunito amici e conoscenti del titolare, Alessandro Pastorelli, per un “aperitivo solidale”.

«Non entriamo nel merito legale della vicenda – osservano quelli del Pd – perché non conosciamo gli atti che hanno indotto il questore al provvedimento e non vogliamo mettere un cappello politico sulla questione. Siamo qui a titolo personale».

I partecipanti all’aperitivo ci tengono, però, a fare una considerazione a margine della cosa: «Bisognerebbe – dicono – stare meno sui social e più in paese, nelle piazze, dentro la “comunità viva”. Non ci piace nemmeno l’atteggiamento di chi rappresenta il nostro paese in modo negativo, danneggiandone l’immagine complessiva e esprimendo forti preoccupazioni sulla sicurezza. Certo se in piazza ci sono cinque stranieri e 40 compaesani nessuno ci fa caso. Se ci sono cinque stranieri e basta, tutti lo notano. Il problema non è la presenza di forestieri, ma l’assenza degli autoctoni dai luoghi del nostro borgo».

Il Pd, poi, focalizza l’attenzione sul problema criminalità. «Non si deve mai abbassare la guardia – dicono – nei confronti di furti, spaccio, risse o atti vandalici, non necessariamente commessi da stranieri. Ma è anche evidente che non c’è un problema serio di criminalità ad Arcidosso. I dati confermano una forte diminuzione dei reati e non vogliamo rispondere alimentando la paura o l’odio. Bene il ruolo delle forze dell’ordine, ma prima di tutto è la stessa “comunità viva” ad avere gli anticorpi necessari, dal punto di vista sociale e culturale».

E chiudono: «Ben vengano, dunque, le feste e gli eventi per animare e tenere vivo il territorio comunale, ben venga il controllo di vicinato e le prese di posizione politiche. Ma poi dobbiamo fare tutti, senza distinzioni ideologiche, uno sforzo per vivere di più le nostre vie, le nostre piazze, i nostri bar. Come oggi». —

F.B.

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