Il dolore
«Non ci preoccupa Pronti a riaprire»
Scarlino Energia ha già ricevuto 400 candidature Per Barocci «è ingiusto illudere giovani disoccupati»
grosseto. Sei procedimenti – due penali, due civili e due amministrativi (uno è la sentenza del Consiglio di Stato attesa a giorni) – tengono aperta la partita dell’inceneritore di Scarlino mentre Scarlino Energia, dopo la nuova autorizzazione rilasciata dalla Regione, si prepara a riavviarlo e assume ventuno persone.
A cinque giorni dal termine per inviare il curriculum, Scarlino Energia fa sapere che ci sono già 400 candidature. Ma che garanzie avranno i futuri ventuno nuovi dipendenti, vista la mole di partite giudiziarie aperte?
«L’unica spada di Damocle è il Consiglio di Stato – spiega Scarlino Energia attraverso il suo ufficio comunicazione –. La sentenza c’è stata ma non è stata ancora depositata. La si attende dopo Pasqua». Un’eventuale sentenza sfavorevole potrebbe compromettere i posti di lavoro? «È un rischio che vale per qualsiasi azienda», ribatte Scarlino Energia. Che si dice pronta a ripartire a fine primavera: «Ora sono in corso gli adeguamenti richiesti dalle prescrizioni».
Quanto alla richiesta di ispettori ministeriali (articolo in alto), «ben vengano», commenta Scarlino Energia. Mentre sulle conclusioni del ctu del tribunale sfavorevoli alla società «non ci preoccupa: in questa perizia non è scritto che non possiamo aprire» replica la società.
Di opposto parere il Forum Ambientalista, che proprio a proposito del lavoro ha sempre messo in guardia – per la zona industriale del Casone come per la geotermia sull’Amiata – dal “ricatto occupazionale”: sacrificare sicurezza per l’ambiente e salute con la scusa di creare o mantenere lavoro. «Consiglio ai giovani disoccupati di cercare lavoro altrove – dice Roberto Barocci del Forum Ambientalista –. Sono stati prodotti documenti autorevoli che non lasciano dubbi: quei forni sono fuori legge dal 2005 e non potranno ripartire. Trovo profondamente ingiusto illudere dei giovani disoccupati».
E se invece le sentenze si riveleranno favorevoli a Scarlino Energia? «Se quei forni fossero riaccesi – commenta Barocci – sarebbe per vari motivi una nostra sconfitta: bruciare materie che si potrebbero recuperare, dando più redditi alle imprese e più occupazione, è sempre sbagliato. Se poi l’impianto è fuori legge in tema di diossine e rovina la salute, è un delitto che la Magistratura, informata, non può consentire. Ma sarebbe una sconfitta anche per la politica locale. Marras è rimasto inascoltato, il Cnr non è stato convocato né ascoltato, e nessuna contestazione alle norme violate è stata fatta dalla Regione. Se la giunta regionale non corregge gli errori compiuti ne risponderà in tutte le sedi». — F.F.
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