Lutto
«Il sindacato consigliò di sporgere querela»
grosseto. A seguito delle dichiarazioni dell’avvocato Alessandro Ragazzini Fuligni, pubblicate tre giorni fa nella vicenda che ha coinvolto la Corbia Onlus, l’avvocato Gabriella Capone, legale di Monica Gianfaldoni, intende fornire una necessaria precisazione, per rispondere al perché la Gianfaldoni non intentò una causa dinanzi al giudice del lavoro, avendo la medesima ricevuto una bozza contrattuale a differenza degli altri corsisti. «La Gianfaldoni si rivolse all’epoca dei fatti a un’associazione sindacale - dice l’avvocato - e le fu consigliato di sporgere querela, piuttosto che instaurare un giudizio in sede civile, con l’evidente difficoltà di inquadrare la posizione lavorativa rivestita dalla stessa all’interno di una categoria ben definita. Dunque nulla di strano». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google