Italia
Attività commerciali in crisi e affitti in calo anche del 20%
Il centro cambia volto. Negli ultimi mesi negozi storici hanno chiuso i battenti. Un’agenzia: «Nei tempi d’oro piazzavamo fondi a 6mila euro, oggi è impossibile»
Il centro cambia volto. Negli ultimi mesi alcuni negozi anche storici hanno chiuso i battenti e altri lo faranno sia in corso Italia che nelle vie laterali di Orbetello.
Tanti i motivi alla base delle chiusure: dalla mancanza di ricambio generazionale alla stanchezza dei titolari che vogliono fare altro, alla crisi. Tra aperture e chiusure il centro storico cambia aspetto.
Alcuni proprietari di fondi, per evitare che i loro locali rimangano sfitti, hanno rimodulato il costo degli affitti per andare incontro ai negozianti. In alcuni casi il pericolo di chiusura è stato scongiurato, in altri no. Il Tirreno ha chiesto alle agenzie immobiliari come sia cambiato il mondo degli affitti commerciali nel corso di Orbetello.
«I negozi sul corso – risponde Guja Sarperi, titolare dell’agenzia Gamma – hanno in molti casi affitti troppo alti che portano certe attività a dire “non ce la faccio più”. I proprietari ne sono consapevoli e nella maggior parte dei casi prima di perdere un affittuario serio e pagante con cui hanno rapporti da tanti anni, un accordo con i commercianti lo trovano sempre. Se 10 anni fa potevano essere chieste cifre molto alte, oggi questo non è più possibile».
Un fondo sul corso di 40 metri quadrati, ben ristrutturato - secondo Sarperi - può arrivare ai 1.500, 2mila euro al mese. Oggi gli affitti sono calati di circa il 20% rispetto al passato. «Il corso vale oro. In passato – aggiunge la donna – nei tempi d’oro ho fatto affitti anche a 6mila euro al mese in corso Italia: le attività però sono durate poco perché non era possibile sostenere certe cifre». Per Sarperi il problema che definisce «immenso» è quello dei costi che le attività devono sostenere.
«Quello che ci uccide sono le tasse che stanno uccidendo l’economia. Spesso a chi ha un’attività rimane in tasca solo il 20% di quello che guadagna. Non si può andare avanti così. E assumere del personale non è facile».
Anche l’agenzia Gamma ha recentemente affittato locali rimasti sfitti a prezzi minori rispetto al passato.
La tendenza alla diminuzione degli affitti è confermata anche da un’altra agenzia orbetellana.
«Il calo - viene spiegato – va dal 20 al 30%». L’agenzia individua tra l’altro una sorta di Eldorado che va dalla zona della sede della Finanza fino a piazza del Plebiscito dove gli affitti sono più alti anche se inferiori al passato.
La diminuzione non è soltanto negli affitti ma anche nelle richieste d’affitto. La zona dopo il cinema ovviamente diventa più difficile da affittare perché meno frequentata dal passeggio.
La preoccupazione è tanta, anche perché a chiudere sono attività storiche e questo non è visto come una tendenza positiva anche se al loro posto aprono altri negozi.
Matteo Valeri, presidente uscente del Ccn, conferma il momento particolare. «Con l’amministrazione con la quale stiamo lavorando – dice – abbiamo cercato di capire perché le attività chiudono. Alcune chiudono e altre aprono. In questo vedo un normale processo che avviene frequentemente». Tra i negozi aderenti al Ccn ne chiudono due o tre e lo fanno – precisa Valeri – «per scelte personali e non per altri motivi, e due di questi sono già sostituiti da altre attività commerciali». Alcuni negozianti invece stanno resistendo, e vedono la difficoltà del momento. «Ci sono delle difficoltà e la chiusura di attività storiche a vantaggio di nuove che non danno la stessa garanzia di durata ci pone interrogativi sull’incertezza futura», commenta un esercente. —
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