La manifestazione
Falso per il bando assoluzione per tutti
Arcille, sotto accusa c’era anche l’ex sindaco Elismo Pesucci Il pm aveva chiesto 4 mesi per ognuno dei cinque imputati
CAMPAGNATICO. Assolti perché il fatto non sussiste – dall’accusa di aver dichiarato il falso nella partecipazione al bando di assegnazione di un locale in località Sticcianese (2014) – la presidente e i componenti del consiglio direttivo dell’associazione Pro loco Arcille 2001, nonché l’ex sindaco Elismo Pesucci, finito sotto accusa nelle vesti di «determinatore» della presentazione della domanda.
Così ha deciso il giudice Marco Bilisari, accogliendo le tesi difensive dell’avvocato Patrizia Fabiani, che rappresentava – oltre a Pesucci (presente in aula, come sua abitudine in tutti i processi che l’hanno visto imputato) – la presidente Donatella Gabrielli e i consiglieri Enrico Comandi, Adriano Anselmi ed Elena Gabrielli. Il giudice si è riservato trenta giorni per il deposito delle motivazioni.
Era stata invece di quattro mesi per ciascuno degli imputati la richiesta della viceprocuratrice onoraria Fidelia Dompetrini. L’accusa si era detta convinta della colpevolezza degli imputati, senza poter fare distinzioni nelle responsabilità, in relazione all’accusa. Gabrielli e gli altri erano imputati perché le dichiarazioni contenute nella domanda di partecipazione alla selezione pubblica (in particolare: l’anzianità associativa di 14 anni e la realizzazione di 36 iniziative sul territorio comunale nel trienno precedente) sarebbero risultate false: «L’associazione era dormiente», ha argomentato la vpo richiamando le conclusioni della polizia giudiziaria e alcune testimonianze. Insomma i requisiti non ci sarebbero stati. L’accusa ha dovuto prima fare il punto sulla situazione associativa ad Arcille, dove oltre alla Pro loco imputata c’erano anche l’associazione Festeggiamenti («con gli stessi componenti della Pro loco Arcille 2001») e la Pro loco Sticcianese che aveva sollevato i rilievi. I Festeggiamenti avevano presentato documentazione fiscale, la 2001 no. E per uno degli eventi attribuiti, l’assegno era stato staccato da Festeggiamenti e non da 2001. Tra Festeggiamenti e 2001, gli stessi componenti avrebbero esercitato un monopolio in zona, a discapito di Sticcianese.
L’avvocato Fabiani ha cercato intanto di sgombrare il campo dalle possibili suggestioni derivanti dalla coimputazione di Pesucci, catalizzatore dell’attenzione su una vicenda che, in sua assenza, sarebbe passata sotto silenzio. Poi ha attaccato: «Se non ho soldi e se non ho fatto dichiarazioni all’Agenzia delle entrate, allora non esisto? È chiaro che non può essere così. Non è il commercialista a stabilire l’operatività di un’associazione. Festeggiamenti e 2001 collaboravano. Non ha alcuni significato la mancata iscrizione all’albo delle associazioni: non è obbligatoria. Quello che c’era era un impegno personale dei soggetti della 2001 insieme ad altre associazioni. Le spese possono essere un segnale ma sono dettagli». Perché la Pro loco 2001 esiste dal 2001 e quindi nel 2014 aveva il requisito degli anni. Poi il legale ha esaminato gli esiti del bando: «La 2001 ha avuto 22 punti, la Sticcianese 10. Dei 22, 10 sono determinati dal requisito della operatività. Se anche questa non vi fosse stata, la 2001 avrebbe avuto 2 punti in più della Sticcianese. Si sarebbe aggiudicata ugualmente quella stanza. Questo è quello che viene definito un “falso innocuo”». —
Pierluigi Sposato
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