Finanza
Distributore chiuso «Antincendio fuori regola e pericolo per la sicurezza»
Esposto alla Procura degli ex gestori contro il proprietario dell’impianto di viale Tirreno, in pineta e vicino al Parco
La notizia, la scorsa estate, è passata un po’ in sordina come un servizio interrotto per residenti e turisti. Ma dietro alla chiusura del distributore di Principina a Mare, ad agosto, c’è molto di più: un potenziale rischio ambientale e per la sicurezza e 6mila litri di carburante stimati ancora sul posto. Un rischio che ha spinto i vigili del fuoco a sospendere le attività per mancanza di un antincendio a norma, i carabinieri di Marina di Grosseto a svolgere indagini, l’autorità giudiziaria a fare delle verifiche. Oltre al paventato pericolo in caso di incendio, c’è infatti la preoccupazione – al momento un’ipotesi da verificare – che il carburante residuo contenuto in una delle cisterne possa filtrare fuori e contaminare l’ambiente.
Questo, almeno, il contenuto di un esposto presentato a inizio estate dalla società che all’epoca gestiva l’impianto, la Prin.car, presentato contro il proprietario dell’impianto, la società Darien Sas.
Il distributore si trova lungo viale Tirreno, all’angolo con via del Delfino, a poche centinaia di metri da dove due anni fa un incendio semidistrusse il Vivaio Principina, nel cuore della pineta, a ridosso delle prime abitazioni e al confine con il Parco della Maremma. Una zona delicata e fragile, di altissima valenza ambientale.
I vigili del fuoco del comando di Grosseto già nell’ottobre del 2016, da un controllo sulla Scia presentata nel luglio precedente dal proprietario, avevano verificato che il distributore non era in possesso dei requisiti di sicurezza previsti dalla legge e avevano sospeso l’autorizzazione all’attività, intimando al proprietario di mettersi in regola. La nota era stata inviata, per conoscenza e per eventuali provvedimenti di competenza, anche alla Procura e al sindaco di Grosseto.
Tra le specifiche richieste, i vigili del fuoco chiedevano la rimozione e/o bonifica del serbatoio fuori servizio, la relazione dell’impianto idrico antincendio, le dichiarazioni di conformità degli erogatori carburanti liquidi e gassosi.
Secondo gli ex gestori la proprietà non avrebbe mai provveduto a mettersi in regola né a consegnare loro il certificato di prevenzione incendi, nonostante diverse richieste via Pec. A giugno hanno perciò presentato un esposto alla Procura, chiedendo il sequestro dell’area e lamentando la mancanza di un impianto antincendio a norma. Sempre secondo gli ex gestori una delle tre cisterne, la più vecchia, potrebbe avere delle perdite e il carburante in essa contenuto potrebbe fuoriuscire nel terreno. A luglio hanno inviato un’ulteriore comunicazione al Comune, ai vigili del fuoco, all’Arpat e ai carabinieri per mettere in guardia dal potenziale pericolo per la pubblica incolumità, anche in considerazione del fatto che d’estate Principina si popola di tanti turisti. E ovviamente per chiedere un intervento.
Carabinieri e Arpat si sono mossi, i primi con diversi sopralluoghi e verbali inoltrati alla Procura, la seconda disponendo verifiche circa la tenuta della cisterna. Il Comune, invece, ha ritenuto che in questa fase non fossero richiesti adempimenti da parte sua. Insomma, che davanti al pericolo paventato dai gestori non ci fosse bisogno di un’ordinanza o una disposizione per garantire la pubblica sicurezza e il rispetto delle prescrizioni. L’autorità giudiziaria, dal canto suo, ha ordinato una perizia sui luoghi, i cui risultati si attendono a breve, ma non ha disposto il sequestro.
Nel frattempo, la scorsa estate, i gestori hanno deciso di sospendere la vendita di benzina, gasolio e gpl, e per un po’ sono andati avanti riparando e noleggiando biciclette. Poi, il 6 settembre, hanno infine riconsegnato le chiavi dell’impianto e tutto il suo contenuto al proprietario, compreso il carburante residuo all’interno delle cisterne, da loro calcolato in circa 6mila litri e a suo tempo rivenduto alla compagnia fornitrice.
Il 10 ottobre al comando dei vigili del fuoco il proprietario ha comunicato di aver ottemperato alle prescrizioni, dichiarandole «perfettamente realizzate». Pochi giorni più tardi, tuttavia, i vigili del fuoco hanno ribadito la revoca della Scia perché quelle dichiarazioni non erano mai state rappresentate formalmente al comando.
Nel frattempo il Comune ha emanato, il 18 dicembre, la disposizione dirigenziale 1272 con cui proroga la sospensione dell’attività dell’impianto dal 4 gennaio al 3 luglio 2019. Una proroga per dare modo alla società proprietaria di provvedere a mettersi in regola.
E proprio quest’ultima, contattata dal Tirreno, attraverso il proprio avvocato fa sapere di non voler rilasciare dichiarazioni. —
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