Il dolore
Una biblioteca per chi va a donare sangue
Al San Giovanni di Dio un servizio innovativo per far compagnia ai pazienti che passano ore in attesa di fare le trasfusioni
ORBETELLO. Al San Giovanni di Dio è nata la “emobiblioteca”.
Luigi De Stefano, responsabile unità semplice dipartimentale di immunologia e medicina trasfusionale, opera a Orbetello da circa 15 anni. In un decennio ha visto passare nelle sue stanze centinaia di pazienti e donatori di sangue che passano ore in attesa di donare ma soprattutto di fare le terapie che sono lunghe.
Andare a fare le trasfusioni richiede tempo e spesso i malati attendono ore nella sala di attesa parlando o continuando a riflettere sul loro stato. «Ho cercato di rendere queste attese migliori e più sopportabili», dice De Stefano che ha pensato di creare - in una delle stanze rimaste vuote - una piccola biblioteca dove i pazienti possono prendere un libro, una rivista da sfogliare e leggere mentre aspettano di entrare a fare le terapie o mentre fanno le loro lunghe cure.
«Siamo appena agli inizi – aggiunge il medico – ma l’idea ha avuto successo».
Nel piccolo scaffale montato nella stanza che De Stefano ha adibito a libreria ci sono atlanti, gialli, libri di medicina e riviste.
«Molti magari non potendo viaggiare – continua De Stefano – viaggiano con la mente sfogliando le pagine degli atlanti».
I libri sono stati portati dai medici e degli infermieri del reparto. Sono libri che avevano a casa.
«I libri non andrebbero mai buttati – commenta il medico - Un libro che a me non è piaciuto può piacere a un’altra persona e così lo scambio diventa importante».
Ma anche i bambini frequentano quel reparto? «Per loro c’è un percorso diverso, ma anche da loro ricevo disegni con i quali avevo intenzione di fare un calendario o appenderli».
Gli ambulatori di ematologia in passato sono stati arricchiti anche da alcuni televisori che sono stati donati da Patrizia Leporatti con le donazioni fatto dagli avvocati dopo la morte di Bruno Leporatti.
«Un’altra cosa molto importante. Chi sta a letto guarda la televisione per ingannare il tempo. Ora può anche leggere un buon libro». —
I.A.
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