Sicurezza
Punteruolo killer, piazza della Palma perde per sempre il suo simbolo
Grosseto, il ciuffo penzoloni non lascia speranze: abbattimento a breve. L’assessore: «Non è opportuno ora rimettercene un’altra»
La battuta viene spontanea: e adesso come la chiamiamo questa piazza? Perché, se anche nel 1998 fu intitolata al politico grossetano Pacciardi, per tutti quella alle spalle del carcere è piazza della Palma, dal nome dell’esotico albero che – si dice – fu piantato nel 1796 nell’orto “del Bruchi”, non esattamente nel posto dove è ora.
Duecentoventitré anni – e varie generazioni – dopo, l’ultima “discendente” ha dovuto rendere le armi al più spietato flagello che le palme italiane abbiano mai conosciuto: il punteruolo rosso. Si è ammalata, è morta e a breve sarà tagliata. E sarà sostituita. Ma non con un’altra palma.
Punteruolo killer. Da tempo il ciuffo appare afflosciato e le foglie ciondolano; sono i segni inconfutabili che non c’è più niente da fare. Come molte altre palme – Il Tirreno se n’è occupato più volte in questi anni – il punteruolo rosso, l’insetto killer venuto dall’Africa e che in questi anni ha fatto strage in tutta Italia e in tutta la costa mediterranea fino alla Spagna, ha attaccato e ucciso la palma.
[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.17632902:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2019/01/08/news/e-difficile-forse-impossibile-difendere-le-palme-cittadine-dal-punteruolo-rosso-1.17632902]]Un simbolo. Che non era certo quella originale, ovviamente. Ma, con il suo bel ciuffo che svettava sopra le altre chiome, piantata proprio in mezzo alla piazza, è da sempre uno dei simboli della città, per di più in uno spazio altrettanto simbolico.
Piazza della Palma è infatti il punto esatto dove è nata Grosseto. Proprio qui fra l’anno 600 e l’anno 1000 fu fondato il villaggio di capanne di legno dal quale poi si è sviluppato il capoluogo.
La piazza oggi. Oggi piazza della Palma è più un parcheggio che non una piazza. Vi si affacciano il Museo di Storia Naturale della Maremma, alcune attività, il retro della chiesa della Misericordia e alcuni uffici del Comune di Grosseto.
E proprio dall’ufficio comunale che si occupa di verde pubblico spiegano che la segnalazione al Comune che la palma desse segni di sofferenza è arrivata circa un mese fa.
Nel corso del 2018 – spiega sempre il Comune – sono state una quindicina le palme abbattute perché colpite dal punteruolo. Degli abbattimenti si occupa Sistema, la società in house del Comune, che per gli abbattimenti degli alberi si affida a ditte ingaggiate tramite gara.
Il rimpiazzo. «Purtroppo la palma andrà sostituita perché è malata», conferma l’assessore ai lavori pubblici Riccardo Megale. Ma che fare di fronte a una specie che si è rivelata così vulnerabile al micidiale insetto? «Non crediamo che sia opportuno, in questa fase, rimettere una palma – spiega ancora Megale – ma sicuramente verrà sostituita».
Grosseto avrà dunque una “piazza del Leccio” o una “piazza del Ginko” (questi i due alberi più gettonati per sostituire i pini che il Comune ha intenzione di abbattere in varie zone della città)? Probabilmente con o senza rappresentante vegetale, questa continuerà a essere per tutti quanti piazza della Palma, con buna pace del cartello che la definisce “piazza Pacciardi”. Resta il rammarico nel vedere assestato l’ennesimo colpo al patrimonio verde cittadino, con in più la beffa che il punteruolo ha agito indisturbato proprio sotto gli occhi, pardon, le finestre, del Comune. Nessuna palma merita di finire sotto l’accetta, ma per questa palma simbolo di Grosseto forse c’era una ragione in più per restare in vita. —
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