Sicurezza
Né fratture né emorragie: neonato morto per asfissia
GROSSETO. Sarebbe morto per asfissia il bambino nato il 26 dicembre all’ospedale di Grosseto. I primi analisi diagnostici ai quali il piccolo Alex è stato sottoposto, non evidenzierebbero infatti né fratture e nemmeno emorragie. Ieri mattina, all’ospedale Misericordia di Grosseto, è cominciata l’autopsia sul corpo del piccino disposta dal sostituto procuratore Salvatore Ferraro. E intanto, si allunga la lista degli indagati: l’avviso di garanzia è stato emesso anche nei confronti di un’altra pediatra, Cristina Cellini.
La Procura ha incaricato come consulenti tecnici il professor Mario Gabbrielli, docente di Medicina legale all’Università di Siena e il ginecologo della clinica romana Fabia Mater Franco Carboni, mentre la famiglia del piccolo, assistita dall’avvocato Francesca Bronzetti, si è fatta assistere dal medico legale Valentina Bugelli di Careggi.
La mamma del piccolo Alex è stata dimessa dall’ospedale.
Ora i consulenti della Procura dovranno procedere con l’esame istologico dei campioni prelevati dagli organi del bambino, per stabilire la causa di morte del piccolo. Alcuni degli indagati, assistiti dagli avvocati Luciano Giorgi, Carlo Valle, Romano Lombardi, Stefania Vichi, Giovanni Orlandini, Monica Segreto, Alessandro Risaliti, Laura Parlanti, Simone Bulleri, Roberto Mangogna, Stefano Antonelli, Matteo Monticini e Paola Conti hanno scelto di far seguire le operazioni peritali da consulenti propri. I medici assistiti da Luciano Giorgi e Carlo Valle hanno nominato Enrico Marinelli, medico legale di Roma e Antonio Ragusa, ginecologo di Massa Carrara, mentre per la cliente di Stefania Vichi era presente in ospedale il dottor Matteo Benvenuti della medicina legale di Siena. C’erano poi Paolo Bellettini, il medico legale Roberto Martini e il ginecologo Giuseppe Mazzullo per gli assistiti di Lombardi e Bulleri.
È stata la tac richiesta dal pubblico ministero a dare le prime risposte sulla tragedia che si è consumata il giorno di Santo Stefano all’ospedale Misericordia, quando il piccolo Alex, primo figlio di una coppia di trentenni, sarebbe dovuto venire al mondo. Nessun trauma che potesse essere provocato dalla manipolazione alla quale il piccino è stato sottoposto nel tentativo di farlo nascere con il parto cesareo, dopo che era rimasto incastrato nel canale pelvico della donna. Il funicolo ombelicale del piccolo, quello che serve a portare il nutrimento e anche l’ossigeno alle cellule del bambino, sarebbe rimasto schiacciato interrompendo gli scambi gassosi con il corpicino del neonato.
Probabile anossia, il termine tecnico. Ad Alex non è quindi arrivato ossigeno alle cellule cerebrali e il piccolo ha smesso di respirare.
I consulenti della Procura si sono presi sessanta giorni di tempo per depositare la perizia medico legale grazie alla quale sarà stabilita la causa della morte del bambino. — F.G.
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