Il dolore
La fede è ricomparsa nell’armadietto
Sparita dall’anulare del ristoratore, è stata trovata dalla figlia «Tutto è bene quel che finisce bene, mio padre sarà felice»
Era lì, appoggiata sul ripiano dell’armadietto. In quei pochi centimetri di spazio dove la figlia e la moglie di Giancarlo Bini hanno riposto i loro giubbotti per giorni e giorni, da quando l’uomo è stato ricoverato nel reparto di Neurologia in condizioni molto gravi. Appoggiata dove potesse essere vista, probabilmente da qualcuno che l’ha trovata, forse per terra o forse da chi ha deciso di fare un atto di buon cuore, anche se il personale che aveva preso in carico l’ex ristoratore, patron dell’Eno-oliteca Ombrone di Suvereto, aveva spiegato, durante l’audit con i vertici dell’Asl, di aver consegnato ai familiari sia la collanina che l’anello dell’uomo. Bini è ancora ricoverato in ospedale e sua figlia Francesca, che aveva sporto denuncia contro ignoti, oggi è felice: «Tutto è bene quel che finisce bene - dice - Due sere fa ho aperto l’armadietto, dopo che ero uscita dal reparto per fare delle commissioni e l’ho trovata appoggiata sul ripiano. Appena l’ho trovata ho avvertito immediatamente la direzione dell’Asl».
Il posto giusto è all’anulare dell’uomo, che per due volte ha rischiato di non poterla indossare. La prima volta, proprio il giorno del suo matrimonio con la moglie Graziella. «Quel giorno le fedi di babbo e mamma scomparvero dall’hotel ristorante dei miei nonni - racconta Francesca Bini - e mio zio che era orafo, in fretta e furia portò loro due anelli del campionario. Partirono per il viaggio di nozze con quelli. Una volta rientrati però, un cameriere che lavorava nel ristorante riconsegnò gli anelli a nonna e così i miei genitori li fecero benedire di nuovo e da quel giorno non se li sono più tolti». Nel cerchio della fede di Giancarlo c’è il nome di Graziella e viceversa.
Ieri sera Francesca ha telefonato al manager milanese Antonio Grioli, presidente del Gruppo Zucchetti, che si era offerto di regalare la fede di suo padre a Giancarlo. «Una fede non è un oggetto che ha soltanto un valore economico - aveva detto il professore di Economia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano - ma è un oggetto che ha un’anima ed è giusto che possa trasmigrare». Un gesto inaspettato per Francesca. «In questi giorni ho ricevuto tanta solidarietà e ora non posso che ringraziare tutti - dice - Ora voglio solo pensare a mio babbo, lasciandomi questa brutta storia alle spalle». Francesca Bini, quando si è accorta della scomparsa dell’anello, oltre a sfogarsi sul gruppo di Facebook “Cara Grosseto vorrei dire qualcosa”, aveva sporto denuncia contro ignoti alla questura che aveva avviato le indagini e aveva scritto anche all’assessore alla sanità della Regione Stefania Saccardi.
Ora l’anello tanto prezioso per l’uomo, quello che indossa dal febbraio 1964 tornerà al suo dito. «Oggi probabilmente babbo potrà tornare a casa sua - dice ancora Francesca - circondato dal nostro affetto».
L’uomo, il primo a conquistare la stella Michelin in città, è gravemente malato. «Abbiamo sentito davvero il calore di tantissime persone - dice ancora la figlia del ristoratore - e non possiamo fare altro che ringraziare davvero tutti di cuore». —
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