Sicurezza
Il tracollo nel 2017 La “strategia” di Sistema
GROSSETO. L’assalto è stato tenuto a bada fino al 2017. Delle allora 500 palme che puntellavano il territorio comunale, 270 erano sottoposte a trattamenti preventivi con le iniezioni di prodotti fitoterapici nel tronco e “docce” sulle chiome (si è partiti con 110 piante, poi 120, 220 e 270), l’unico metodo in grado di tenere a bada il punteruolo rosso. Nell’agosto di quell’anno il Comune contava solo due palme abbattute nel corso dell’anno, fino a quel momento, perché colpite dall’insetto. Una trentina in tutto quelle sacrificate al punteruolo in tanti anni, dalla sua comparsa a due anni fa. Poi il tracollo.
Tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018 a Grosseto e frazioni sono state tagliate venti palme ammalate. Nel 2018 quindici.
Sistema, la partecipata del Comune alla quale nel 2017 il Comune di Grosseto ha affidato l’incarico di occuparsi del verde pubblico _ dopo essersene preso cura in modo diretto fino a quel momento _, ha spiegato un anno fa al Tirreno che l’impennata di attacchi è stata causata da diversi fattori: una stagione molto calda che ha favorito il proliferare del punteruolo rosso e la mancata prevenzione da parte dei privati sulle loro palme. Va rilevato tuttavia che la spesa per i trattamenti, dalla seconda metà del 2017 in poi, si notevolmente ridotta. Del resto il presidente di Sistema, Alberto Paolini, non ha mai fatto mistero di ritenere che contro il punteruolo non ci sia nulla da fare. «L’unico modo – spiega Paolini – è tagliare tutte le palme attaccate e sostituirle con palme di altre specie resistenti al punteruolo». — F.F.
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