Sicurezza
Il manager catanese che dirige Sassari e l’outsider fiorentina capo d’Area vasta
GROSSETO. Antonio D’Urso, 57 anni, è un manager catanese, attuale direttore dell’azienda ospedaliero-universitaria di Sassari. In precedenza è stato direttore generale del San Camillo-Forlanini di Roma.
Nato a Catania, si è laureato in medicina e chirurgia all’Università degli studi di Catania nel 1986. Specializzato in anestesia e rianimazione nella stessa Università, successivamente si è specializzato anche in organizzazione sanitaria e sicurezza sociale all’Università degli studi di Siena, medicina legale e delle assicurazioni presso l’Università di Roma Tor Vergata e infine igiene e medicina preventiva all’Università Cattolica di Roma. Dal settembre 2005 al marzo 2010 è stato direttore sanitario aziendale dell’azienda Usl Roma B. Dall’aprile dello stesso anno direttore del Centro Regionale Sangue del Lazio. Poi direttore sanitario dell’Asl di Prato. E, prima del prestigioso incarico al San Camillo-Forlanini, direttore generale dell’Asl di Lucca. Negli anni precedenti, dal giugno 1988 al novembre 1999 aveva ricoperto l’incarico di dirigente medico di anestesia e rianimazione all’ospedale di Latina. Sempre dallo stesso anno, fino al settembre 2005, è stato dirigente medico di igiene e organizzazione dei servizi ospedalieri all’Azienda ospedaliera San Filippo Neri di Roma. Negli ultimi anni ha ricoperto importanti incarichi di direzione tecnico sanitaria e significative esperienze formative in management e qualità in sanità. Dal dicembre 2009 è membro del consiglio direttivo della sezione regionale dell’associazione medici manager.
Simona Dei, 56 anni, fiorentina, attuale direttore sanitario di area vasta, è stata direttore sanitario dell’Asl 5 di Pisa e poi dell’Asl 7 di Siena. Laureata con 110 e lode in medicina e chirurgia, specializzata con il massimo dei voti in Scienze neurologiche, secondo molti è una predestinata. Poco più che trentenne era già dirigente sanitario nei distretti di Empoli e della Val d’Elsa, ricoprendo inoltre (dal 2009 al 2011) il ruolo di direttore dell’unità di Innovazione e sistema qualità territoriale nell’Asl empolese. Se non dovesse farcela nella corsa alla poltrona più scomoda e ambita, dove parte da outsider, potrebbe comunque restare nell’attuale ruolo di direttore sanitario. – G. B.
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