Il Tirreno

Grosseto

i redditi 2017 della giunta 

Fare l’amministratore a tempo pieno costa Petrucci: «Ho ristrutturato il mio studio»

Enrico Pizzi

La geologa ha comunque denunciato l’imponibile più alto, oltre 65mila euro: il sindaco ne ha dichiarati duemila in meno 

3 MINUTI DI LETTURA







È Simona Petrucci l’amministratore comunale che denuncia il reddito imponibile più alto per il 2017. Con un imponibile di oltre 65mila euro l’assessore all’ambiente batte anche il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna.

L’imponibile più basso, poco al di sopra dei 28mila euro, invece, è quello denunciato dall’assessore alla sicurezza Fausto Turbanti. Le cifre in sé, di questa speciale classifica degli amministratori comunali, rischiano, però, di dire poco o di essere addirittura fuorvianti, dal momento che il reddito imponibile non esaurisce tutte le entrate di un soggetto, ma solo quelle che devono essere soggette all’Irpef, l’imposta sui redditi delle persone fisiche. Non comprende, per esempio, eventuali introiti da affitti soggetti a cedolare secca o proventi da partecipazioni societarie.

In ogni caso, quelle cifre qualche cosa dicono, soprattutto se confrontate con la situazione reddituale che ciascuno dei soggetti aveva prima di assumere l’incarico pubblico di sindaco o di assessore, cioè con la dichiarazione dei redditi 2016, relativa ai redditi del 2015. Il sindaco, per esempio, riceve un’indennità lorda annua di poco superiore ai 55mila euro, ma nel giugno del 2016, quando Vivarelli Colonna è stato eletto e ha nominato i suoi assessori, dichiarava, in denuncia dei redditi, meno di 20mila euro di imponibile che nel 2016 salivano già, con i primi sette mesi da sindaco, a 52mila euro, e nel 2017 è andato un po’ oltre i 63mila euro, comunque al di sotto di quella che sarebbe stata la somma tra il suo reddito professionale nel 2015 e l’indennità da sindaco.

I 65mila euro dell’assessore Petrucci sono il risultato della somma dell’indennità da assessore, che è di circa 33mila euro, e dei proventi della sua attività professionale di geologa. Per il 2015 dichiarava un imponibile da solo reddito professionale, già superiore ai 55mila euro: evidentemente il reddito professionale si è ridotto, nel frattempo, di circa la metà ed è stato compensato dall’indennità di assessore, con un aumento dell’imponibile complessivo di circa 10mila euro rispetto al 2015. «Sono contenta, anche perché il lavoro in assessorato procede secondo i programmi – dice Petrucci – ma è chiaro che mantenere in piedi un’attività professionale e contemporaneamente dedicarsi a pieno ritmo al lavoro di assessore, ha dei costi». L’assessore Petrucci ha dovuto lasciare gli incarichi che aveva nel territorio comunale di Grosseto, ha dovuto strutturare il lavoro del suo studio con altri professionisti, il tutto per garantire una continuità anche per quanto l’incarico politico terminerà.

Terzo nella classifica degli assessori, con oltre 50mila euro di imponibile, il vicesindaco Luca Agresti che riceve un’indennità ridotta – circa 20mila euro – in quanto ha mantenuto il proprio lavoro di bancario che, nel 2015, gli dava un reddito di quasi 35mila euro. Giacomo Cerboni ha preso l’aspettativa dal Comune di Campagnatico per fare l’assessore al bilancio e ai tributi a Grosseto e prende l’indennità piena di circa 33mila euro, per un reddito imponibile complessivo di 45mila euro. L’architetto Riccardo Ginanneschi, che nel 2015 denunciava un imponibile inferiore ai 6. 600 euro, nel 2017, da assessore con indennità piena, supera la soglia dei 40mila euro complessivi. Segue Riccardo Megale, con un imponibile complessivo di 39mila euro formato dal suo reddito da lavoro dipendente più l’indennità da assessore dimezzata. Nel 2015 l’imponibile era di quasi 26mila 500 euro. A parimerito due assessori donna, Mirella Milli e Chiara Veltroni. Ambedue fanno le amministratrici del Comune a tempo pieno e il loro reddito è costituito dall’indennità di 33mila euro.

Subito dopo, con circa 31mila 600 euro, c’è l’assessore all’urbanistica, l’avvocato Fabrizio Rossi, che per il 2015 denunciava un imponibile di poco più di 6mila euro. Infine l’assessore, Fausto Turbanti, anche lui a tempo pieno e con un imponibile di poco superiore ai 28mila euro. Ne denunciava quasi 31mila nel 2016. «Ho lasciato il lavoro – spiega – per dedicarmi a tempo pieno all’assessorato. L’ho fatto perché ci credo, ed è un assessorato che richiede un impegno senza orari né giorni di festa». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web