Il Tirreno

Grosseto

Desideri “scade” Per la successione è una corsa a due tra D’Urso e Dei

Gabriele Baldanzi
Desideri “scade” Per la successione è una corsa a due tra D’Urso e Dei

A fine febbraio si chiude il mandato dell’attuale direttore Favorito l’ex dg lucchese, in alternativa la soluzione interna

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A fine febbraio scade il mandato del manager Enrico Desideri, in carica come direttore generale dell’Asl sud-est dal marzo del 2016.

Desideri va in pensione dopo una lunga e brillante carriera iniziata proprio a Grosseto, al Misericordia. Fino a qualche mese fa, in deroga al Decreto Madia, si vociferava di una possibile proroga biennale dell’incarico (richiesta da più parti), poi il concorso bandito a inizio estate dall’assessore regionale alla salute Stefania Saccardi ha definitivamente chiuso questa strada. Il governatore Enrico Rossi, nelle prossime settimane, concluderà la rivoluzione dei vertici di gran parte delle Aziende toscane con il passaggio del testimone tra Desideri e il suo successore, che si sta delineando proprio in queste ore. L’ipotesi di un manager “migrante” non è da scartare, anzi. La corsa è ridotta ormai a due nomi: favoritissimo è l’ex dg dell’Asl lucchese Antonio D’Urso, oggi a capo dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Sassari, si dice gradito alla Saccardi (D’Urso, per tornare in Toscana, nei mesi scorsi, ha rinunciato a un incarico a Torino).

L’alternativa è Simona Dei, ora a capo della direzione sanitaria, soluzione interna caldeggiata dal presidente della commissione sanità e politiche sociali del consiglio regionale della Toscana, Stefano Scaramelli. A vantaggio di D’Urso ci sono le indubbie competenze nel governo di aziende grandi e complesse, con caratteristiche simili all’Aslona che copre le province di Grosseto, Siena e Arezzo, ma soprattutto un’indubbia esperienza in processi di fusione, proprio quello che serve per concludere il percorso avviato e condotto da Desideri negli ultimi tre anni. Per la Dei, invece, il vantaggio è quello della continuità e dell’indubbio gradimento di buona parte dei primari e dei sindaci.

Fuori gioco appare ormai Francesco Ghelardi, attuale direttore amministrativo, un nome che però potrebbe tornare di moda nel caso in cui, nel 2020, si verificasse il ribaltone alla guida della Regione. L’area vasta sud-est Toscana è una realtà di 12mila chilometri quadrati, con quasi 900mila abitanti e tre ex aziende non ancora completamente uniformate, ma soprattutto un bilancio complessivo di 1 miliardo e 700 milioni. L’azienda sanitaria più grande del continente, insieme a quella sarda da cui potrebbe arrivare il nuovo dg. Nei prossimi anni il supermanager che prenderà il posto di Desideri dovrà comunque continuare su un solco già tracciato: specializzare le professioni, integrare i percorsi, consolidare le reti, lavorare ancora sulle economie di scala. Altre parole chiave nella staffetta al vertice saranno integrazione e prossimità, con l’obiettivo di migliorare il sistema di reti cliniche integrate tra ospedali e territorio, abilitate da un sistema tecnologico-informatico uniforme, che sia in grado di fornire risposte quanto più immediate ed efficaci ai cittadini. Ma quale sarà il percorso che sancirà l’arrivo del successore di Desideri? A stabilirlo è la legge regionale 40 del 2005.

Il 16 gennaio è in programma la conferenza dei sindaci. Per le aziende unità sanitarie locali, la nomina deve essere preceduta da due passaggi cruciali: prima un confronto con la conferenza aziendale dei primi cittadini, poi “la motivata comunicazione” al consiglio regionale. Decorsi 30 giorni dal ricevimento della comunicazione da parte del consiglio regionale, Rossai procederà alla nomina. È stata la giunta regionale, invece, a definire, nella primavera del 2018, le modalità di costituzione della commissione preposta alla valutazione dei candidati, nonché le modalità e i criteri di selezione del nuovo elenco. —

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