Gioco
«E la grande distribuzione? Limitate l’orario di vendita»
grosseto. C’è chi (ormai) l’ha accolto senza temere contraccolpi, come molti baristi e ristoratori del centro storico (leggi servizio sopra); e c’è chi l’ha criticato dalla “prima ora”: è il caso dell’opposizione al governo cittadino, Pd e Lista Mascagni Sindaco. Chi ha fatto proposte – Confcommercio suggerisce di posticipare il divieto di due ore, dalle 21 alle 23 – e chi lancia una sorta di provocazione: «Imponete la prescrizione ai baristi? E allora dovete mettere un limite anche alla grande distribuzione».
Resta aperto il dibattito suscitato dal nuovo e futuro regolamento per la tutela e il decoro del centro storico che vieta la vendita di alcolici dalle 21 alle 6; nessun limite è invece imposto alla somministrazione al banco o al tavolo: come ha spiegato il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, «chi al ristorante vorrà degustare un Morellino con il cinghiale in umido, potrà continuare a farlo», idem per chi volesse «finire la serata con un gin tonic in un bar di piazza del Sale». Dalle 21 alle 6 è vietata anche la vendita (per un consumo altrove, non nell’esercizio) di qualunque bevanda alcolica e non alcolica in contenitori di vetro.
Il contributo più originale al dibattito intorno alla nuova norma arriva da Calogero Manno del bar Latino: «Se i bar non potranno più vendere bottiglie dalle 21 – dice – allora il sindaco deve imporre alla grande distribuzione di chiudere la vendita di alcolici alle 18. Chi ha intenzione di ubriacarsi non fa il giro dei bar per acquistare bottiglie, basta vada al supermercato».
Calogero Manno rivolge poi un quesito al sindaco: «Se io dopo le 21 – ipotizza – stappo una bottiglia ad un mio cliente che mi dice che la consuma nel mio locale e poi lui prende e se ne va con la bottiglia e la Municipale lo ferma in via Carducci, io quale responsabilità ho? Sono sanzionabile? Cosa dovrei fare per impedirglielo?». –
Giovanna Mezzana
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