Attenzione
Alcol si cambia, anzi no: «Sarà uguale»
Centro storico, viaggio del Tirreno nei locali della movida alla luce dei futuri divieti sull’acquisto per asporto di bevande
Lì per lì la portata del divieto sembrò quasi sovversiva: stop all’alcol durante la movida grossetana che anima il centro storico dopo le 21. Poi, i timori di chi fa business con calici, bicchierini e bottiglie si sono ridimensionati: «Per noi cambierà poco, forse nulla» dice la maggioranza anche se c’è qualche voce fuori dal coro. Il Tirreno ha fatto tappa in alcuni dei più noti locali del salotto cittadino per chiedere a baristi e ristoratori che cosa ne pensino delle prescrizioni contenute nel nuovo regolamento per la tutela e il decoro del centro storico messo a punto dalla giunta del sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, e che vieta la vendita – non dunque la somministrazione al banco o al tavolo – di alcolici dalle 21 alle 6; sempre in questo lasso di tempo è vietata anche la vendita (per un consumo altrove, non nell’esercizio) di qualunque bevanda, alcolica e non alcolica, in contenitori di vetro.
«Impedire la vendita di alcolici dalle 21 sarebbe stata una follia – dice Luigi Ambrosio del bar Ricasoli – ma dopo una gran confusione iniziale si è chiarito tutto: io, per esempio, mi sono informato da fonti competenti e credo che le nuove regole non mi creeranno problemi. Al Ricasoli non si viene per comprare una bottiglia e portarsela via ma per ascoltare musica, fare due chiacchiere, socializzare».
E non si temono contraccolpi in piazza del Sale, luogo deputato alla Cenatown e alla Grosseto by night. «Sono complessivamente favorevole al regolamento – nota Fiorenzo Tosini dell’Irish Soul Pub – Mi dà fastidio vedere clienti di altri locali che vanno in giro con i calici in mano: mi sembra una mancanza di rispetto. Non credo che i nuovi divieti produrranno grandi cambiamenti. E penso che non siano stati messi a punto per locali come il mio ma per gli esercizi etnici dove apri il frigo, prendi, e vai via». Sulla stessa lunghezza d’onda c’è Guido Conti della Cantina di piazza del Sale: «La mia clientela acquista bottiglie ma le consuma qui, cenando: non compra champagne per berlo sulle Mura. Il regolamento non scaturisce dall’esistenza di locali come il mio, anche se il sindaco, salomonicamente, lo farà applicare a tutti». Il patron della Cantina ha già in mente una tattica per non perdere i clienti che acquistano bottiglie di pregio per una cenetta casalinga: «Incentiveremo prima delle 21 – dice – la vendita di bottiglie da asporto, che comunque ormai rappresenta non più del 15% del giro d’affari». Dormono sonni tranquilli anche i giovani titolari del Comics Cafè, Marco Gentili e Fabio Tenuzzo: «Per noi resta tutto uguale – dice Gentili – Penso, piuttosto, a chi ha una cantina o un assortimento di vini: se un turista degusta un Nobile di Montepulciano e poi vuole acquistarne una bottiglia, dopo le 21 non potranno vendergliela. E se con il mio socio alle 21. 15 vado qui alla pizzeria La Regina per due pizze Margherita e una Peroni da 66 cl, dovremo fare a meno della birra...».
E così Il Tirreno è andato a alla pizzeria La Regina: «Io chiudo alle 21. 30 e lavoro soprattutto a pranzo – dice Francesco Di Meo – quindi il nuovo regolamento inciderà ben poco sul mio lavoro. In generale credo che, alla luce dei fatti accaduti, qualche restrizione fosse necessaria».
Addio al business del cliente buono che acquista la bottiglia di pregio alle 22? Macché. «Non siamo mica nel Nord Italia – dice Romolo Domeniconi del notissimo locale di via Vinzaglio – dove c’è l’abitudine a comprare la bottiglia per la cena! Siamo a Grosseto. E, comunque, io il fenomeno di chi mi chiedeva bottiglie a una certa ora e non mi convinceva... l’ho stroncato sul nascere: dici “no” una volta, due, tre, alla fine non te la chiedono più. Da me si viene per cenare ma capisco che la questione cambi per i bar dove la gente la sera si incontra per bere». È il caso, per esempio, di Calogero Manno: «La norma è sbagliata – dice il titolare del bar Latino – E se proprio deve essere applicata allora deve essere estesa a tutto il territorio comunale: a Marina e Principina, d’inverno e d’estate, a Roselle, alla Stazione. Altrimenti si crea solo anarchia». –
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