Il Tirreno

Grosseto

slot e lotterie istantanee 

Dal mare all’Amiata per tentare la fortuna si sono giocati più di 226 milioni di euro

Giovanna Mezzana

Sulla Dea bendata si punta soprattutto sulla costa. E con 1.353 euro spesi pro capite la palma d’oro va agli scarlinesi

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La cifra è da capogiro: dalla costa maremmana ai paesi amiatini, per puntare sulla Dea bendata si sono spesi più di 226 milioni di euro. Elaborata dal Tirreno in base ai numeri contenuti nel database di Gedi Visual L’Italia delle Slot 2, la cifra si riferisce al 2017 ma è frutto dell’ultima rilevazione disponibile. Se si passano in rassegna i dati che registrano i volumi di quanto si è giocato d’azzardo nei singoli comuni della provincia di Grosseto, c’è una tendenza che salta all’occhio: si “impiegano” più soldi in riva al mare – da Follonica a Capalbio – rispetto a quanto si scommette nei municipi montani e delle Colline dell’Albegna.

chi punta “forte”

Duecentoventisei milioni di euro è quanto si è speso complessivamente in tutti i comuni della Provincia per tentare la fortuna con le slot machine, Bingo e Eurojackpot, ippica nazionale e lotto, lotterie istantanee e scommesse sportive a quota fissa, Superenalotto e Winforlife.. Il comune capoluogo ha fatto la parte del leone: i grossetani hanno speso un po’ meno di 107 milioni di euro, in media 1. 298 euro “a testa”. Ma la palma d’oro degli scommettitori va a scarlinesi e follonichesi, che nell’arco di 12 mesi, pro capite, hanno buttato nel gioco d’azzardo persino più dei grossetani: rispettivamente 1.353 e 1.349 euro a cittadino. Anche a Orbetello e sulla Costa d’Argento la propensione alle slot e alle lotterie istantanee è un fenomeno considerevole: in riva alla laguna si è giocato per 1.269 euro pro capite, a Monte Argentario per 1. 192 euro.

il confronto

L’attitudine al gioco d’azzardo non è una questione “maremmana”: nel primo semestre 2017 – fonte Info Data-Il Sole 24 ore – gli italiani hanno puntato più di 37 miliardi di euro, con una media nazionale pro capite di 610 euro. Prendendo quest’ultimo dato come una sorta di soglia di riferimento, sono un po’ meno di metà i comuni della provincia di Grosseto dove si sono giocate “a testa” cifre inferiori alla media del Belpaese; in ordine di grandezza (dal più popoloso al meno) sono, per esempio: Roccastrada (421 euro pro capite), Gavorrano (394 euro), Massa Marittima (408 euro); Manciano (476 euro); Scansano (427 euro); Arcidosso (400 euro)...; al top della classifica dei comuni che meno si fanno tentare dalla Dea bendata c’è Monterotondo Marittimo (154 euro pro capite), Semproniano (198 euro); Campagnatico (212 euro); forse il risultato dipende da un minore numero di luoghi e punti disponibili per la scommessa, forse da una più contenuta propensione al rischio di perdere soldi, chissà.

perdite versus vincite

“Se non giochi non vinci” diceva un fortunato spot lanciato quasi una ventina di anni fa; ma se giochi non è detto che tu vinca, bisognerebbe aggiungere per completezza. A fronte di quasi 107 milioni di euro giocati, i grossetani nel 2017 ne hanno vinti 83; i follonichesi ne hanno riavuti 22 milioni a fronte dei quasi 29 milioni puntati. Il banco, insomma, vince sempre.

il record

Era settembre quando una cinquantenne grossetana si portò a casa 5 milioni di euro con un Gratta-e-vinci acquistato alla tabaccheria di via Liri. Rimase nell’anonimato ma – tramite i titolari della ricevitoria – fece sapere che avrebbe condiviso la sua fortuna: con aiuti e donazioni. Da qui cominciò l’assedio: anche al Tirreno arrivarono decine di richieste d’aiuto – da tutta Italia – alla fortunata giocatrice che aveva dimostrato tanta generosità. –

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