Sicurezza
Aurelia più sicura, il sindaco da Toninelli
CAPALBIO. Il sindaco di Capalbio, Luigi Bellumori, sarà presto a colloquio col ministro delle infrastrutture per affrontare il problema della messa in sicurezza dell’Aurelia. Il Comune di Capalbio ha sul suo territorio 12,5 chilometri a due corsie che aspettano di essere messi in sicurezza da 50 anni. Mezzo secolo costellato di incidenti anche mortali. Il sindaco vuole cercare di sbloccare la situazione; entro la fine di gennaio sarà ricevuto dal ministro Danilo Toninelli.
«Dopo la richiesta rivolta a luglio al nuovo ministro delle infrastrutture – dice Bellumori – in questi giorni abbiamo avuto contatti con la sua segreteria. Durante l’incontro cercheremo di affrontare almeno il discorso dei 7 interventi ritenuti prioritari per una maggiore sicurezza della statale. Interventi peraltro individuati nel corso di una riunione in Prefettura a Grosseto congiuntamente con i responsabili Anas».
La preoccupazione di Bellumori è che tutto, in quel tratto, rimanga com’è adesso chissà ancora per quanto. «Seppur risulta abbandonata l’ipotesi di un progetto autostradale anche nel tratto di Capalbio (lotto 5A) – spiega il sindaco – in nessun atto del Governo, del Cipe o del Parlamento si parla di adeguamento o di ammodernamento del lotto 5A. Il labirinto dove sono finiti i 12, 5 km di Capalbio difficilmente potrà trovare soluzioni nel breve periodo».
L’amministrazione capalbiese ha in serbo anche un’altra proposta da fare a Toninelli: «Oltre dunque ai 7 interventi che Anas si era resa disponibile a cantierare in tempi ristrettissimi poiché già in possesso dei progetti ne faremo un’altra: convenire con tutti gli organi preposti Prefettura, Anas, Provincia di Grosseto all’individuazione degli incroci a raso sui quali intervenire, senza ulteriori perdite di tempo, per la chiusura. Si parla di sicurezza e si continua a morire. Se chi ha titolo ad individuare, progettare e realizzare interventi infrastrutturali prioritari latita e bene che il Comune faccia con determinazione e fino in fondo la sua parte. Non si può continuare a morire sull’Aurelia». —
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