Gioco
Dopo sette furti, barista si appella ai ladri: "Ve li do io i soldi"
Bottino magro ma danni considerevoli al locale, la proprietaria: «Basta assalti, se avete bisogno di soldi, chiedetemeli»
È il settimo furto che subisce in sei anni ma Melania Zedde, co-titolare del notissimo bar Parioli appena fuori del centro storico, non perde la testa. È pragmatica. E dalle pagine del Tirreno invia un messaggio ai ladri-vandali che giovedì sera hanno messo a segno l’ennesimo colpo nel suo locale: «Se avete bisogno di soldi – dice – venite a chiedermeli. Ve li do in cambio di lavoro». Il bottino, del resto, è stato magro – hanno agguantato solo il fondo-cassa – ma il danno è rilevante.
IL RACCONTO
Sono le 12 di ieri quando nei bar di Grosseto tiene banco una notizia: «Hanno fatto una spaccata al bar Parioli», locale frequentatissimo, quasi “un’istituzione”. Via Telamonio, ore 12, 30: guardando l’ingresso principale del locale sembra tutto a posto, ma Melania Zedde, titolare con il socio Elia Corda dell’attività, conduce Il Tirreno sul retro e mostra il misfatto. I ladri sono entrati da una porta antipanico che dà su via Fabio Massimo dopo aver mandato in frantumi il vetro. L’obiettivo, probabilmente, erano le slot-machine; ne hanno gettata una a terra, poi hanno mollato l’osso: forse si sono sentiti il fiato sul collo. E così hanno arraffato solo ciò che era a portata di mano: la cassa. «L’hanno presa e se la sono portata via per intero – dice la titolare – l’abbiamo ritrovata là», a pochi metri dal locale, in via Fabio Massimo.
L'ALLARME
Il colpo c’è stato intorno alle 23 di giovedì: si sa con precisione in quanto qualcuno che risiede nelle vicinanze del bar Parioli e che ha udito rumori sospetti – probabilmente la vetrata cadere a pezzi – ha suonato l’allarme contattando le forze dell’ordine. «Così sono arrivati i carabinieri – racconta ancora la titolare del bar Parioli – ed anche i Rangers».
SETTE COLPI
In sei anni al bar Parioli sono stati commessi sette furti, con una recente recrudescenza: il penultimo due mesi fa. «Sono entrati sia da una delle porte che danno su via Fabio Massimo – descrive Melania Zedde – che dall’entrata principale». Nel luglio 2013, per esempio, in due assaltarono la porta d’ingresso: e andò male ad entrambi perché un grossetano di 47 anni se ne accorse, saltò sulla bicicletta – erano le 5 della mattina – inseguì la coppia di malviventi, diede indicazioni alla prima pattuglia che incontrò e poi li riconobbe in caserma.
L'APPELLO
«Io mi faccio un mazzo così tutti i giorni – dice la titolare del bar Parioli – E allora vi dico: se siete in difficoltà, se avete bisogno di soldi, preferisco che veniate a chiedermeli. Io ve li do e voi mi passate lo straccio per terra, mi pulite il bar. La perdita del fondo-cassa è poca cosa, ma la vetrata costa e, come se non fosse stato abbastanza, ho dovuto pagare il servizio di vigilanza dei Rangers per tutta la notte, visto che il furto c’è stato alle 23 e non potevo lasciare il bar “aperto” tutta la notte fino all’alba». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
