Il Tirreno

Grosseto

Samantha in mostra a New York con un’opera su carta e radice

Andrea Capitani
Samantha in mostra a New York con un’opera su carta e radice

L’artista argentarina si sta facendo strada a livello internazionale Nella Grande Mela ha esposto una composizione creata nel 2017  

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GIOVANI TALENTI

Una pittrice santostefanese a New York. Samantha Passaniti, artista emergente che si sta facendo strada a livello internazionale, è volata nelle scorse settimane – insieme a tanti artisti provenienti da tutto il mondo – nella Grande Mela per esporre una delle sue opere all’interno della Gallery Mc di New York, nella mostra curata dall’organizzazione artistica internazionale “Re: artiste”, e adesso conclusa.

“Like a tear”, opera particolare di 50x23 centimetri realizzata su carta fatta a mano e radice, è stata scelta all’interno di un contest a cui hanno partecipato centinaia di artisti di fama.

L’opera selezionata per questa mostra, di origine astrattista secondo lo stile della pittrice, è stata realizzata con carta riciclata fatta a mano e colorata con pigmento blu e terra rossa, che ha raccolto in un viaggio in Marocco nel 2014.

«La radice che attraversa la carta ha un valore evocativo di radicamento e sradicamento – racconta – Ogni essere umano, durante la propria esistenza, prima o poi sperimenta la sensazione del dolore, lo strappo di un distacco umano esattamente come una pianta nata e cresciuta attraverso le sue radici e, improvvisamente, viene estirpata dal terreno che l’accoglieva».

L’opera è nata a novembre del 2017 e fa parte di una serie di lavori eseguiti a seguito di un’esperienza di perdita, che la pittrice ha voluto trasformare in qualcosa di positivo.

«Come il titolo della mostra “Transformation” suggerisce – racconta l’artista argentarina –, il mio lavoro indaga sul concetto di trasformazione da un punto di vista concettuale: per il senso di trasformazione di un sentire negativo che volge al positivo attraverso il processo creativo e anche da un punto di vista materiale, per i semplici e anonimi elementi raccolti nell’ambiente che sono trasformati appunto in materie prime utilizzate - conclude Samantha Passaniti - per la creazione dell’opera». —

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