Il Tirreno

Grosseto

la richiesta 

Obiettivo: entrare nel decreto sulla sicurezza

Fiora Bonelli

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Una «azione forte» per poter liberare il territorio per lo meno dagli ibridi «che devono essere tolti di mezzo». È la promessa strappata ieri dal partecipatissimo convegno, organizzato a Magliano in Toscana dall’assessorato comunale alle predazioni e dal Comitato Pastori d’Italia, e raccolta dal senatore della Lega Mario Lolini.

«Siamo soddisfatti che finalmente lo Stato e la politica fossero presenti e si siano detti sensibili al disagio dei pastori, ma attendiamo davvero risposte concrete e vogliamo un decreto ad hoc, in modo che i pastori possano difendersi da soli se lupi e ibridi attaccheranno le greggi», commenta Mirella Pastorelli, assessora alle predazioni del Comune di Magliano e presidente del Comitato Pastori d’Italia.

La partecipazione è stata massiccia; al tavolo senatori e deputati nazionali e europei, consiglieri regionali, i due prefetti di Siena e Grosseto, il viceprefetto di Viterbo e il vicequestore di Grosseto, la vicepresidente della Provincia di Grosseto, tanti sindaci e rappresentanze di Castel del Piano, di Manciano, di Capalbio, di Roccalbegna, di Semproniano, di Sorano, Scansano e altri, a dimostrazione che il problema predazioni sta toccando politica e istituzioni e aspetta una risposta urgente.

Di fronte a una sala stipata di gente, con molti che sono dovuti rimanere fuori per mancanza di spazio, la parola d’ordine l’ha pronunciata per tutti Carlo Santarelli, presidente del caseificio di Manciano. «La risposta al problema doveva arrivare fin da ieri – ha esordito Santarelli – prima che le greggi siano sterminate. Se non si agisce subito sarà troppo tardi».

Una posizione condivisa da tutti, quella proposta da Pastorelli, raccolta dall’onorevole Lolini, che ha promesso ufficialmente nei prossimi mesi un’azione forte per poter liberare il territorio per lo meno dagli ibridi «che devono essere tolti di mezzo».

Per ciò che riguarda il lupo, invece, tutti gli oratori hanno rimarcato la presenza della direttiva Habitat che protegge la specie. Anche su questo il convegno ha dato ai pastori le rassicurazioni che cercano da tempo.

L’europarlamentare Herbert Dorfmann ha infatti ricordato che Habitat può essere derogata e ha invitato l’Italia a muoversi per chiedere le deroghe, come fanno molti altri Stati europei che fronteggiano il problema con abbattimenti di contenimento dei predatori.

Il quadro attuale della situazione l’ha tracciato nel dettaglio il consigliere Roberto Salvini, mentre Enrico Rabazzi, direttore della Cia, che con Confagricoltura era presente al convegno, ha rimarcato l’opportunità di risarcimenti adeguati e non provenienti dal pacchetto riservato all’agricoltura per uno sterminio che non conosce uguali da anni e anni.

Anche il professor Orazio La Marca, dell’Accademia dei Georgofili, ha riconosciuto che il problema è di «un’urgenza eccezionale» e ha invocato il contenimento dei predatori, promettendo la pubblicazione degli atti del convegno a cura dell’Accademia dei Georgofili.

Alla resa dei conti, insomma la gravità della situazione è stata riconosciuta da tutti e la proposta di Pastorelli accettata, con la promessa di azioni politiche conseguenti.

Fra gli allevatori, però, c’è ancora qualche dubbio che «il toro sarà preso per le corna».

«Adesso bisognerà vedere quanto queste promesse impiegheranno a diventare realtà – commenta dopo il convegno l’allevatore Giacomo Franceschelli – e se occorreranno ancora vent’anni per vedere qualche spiraglio. Anche oggi di buoni propositi ce ne sono stati messi davanti tanti, ma passare dalle parole ai fatti sarà più difficile credo».

Dal canto suo Fernando Tizzi, pastore di Saturnia, che durante il convegno ha preso la parola anche con altri colleghi, rammentando gli anni passati e il presente irto di difficoltà, ribadisce: «Tutti coloro che sedevano al tavolo hanno preso appunti per riferirli nelle loro sedi. Ormai questa è una cosa politica e se non ci mette mano la politica a muso duro non se ne uscirà mai». —



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