Sospende i farmaci per fare un esame ma glielo annullano e rifissano a marzo
marina di grosseto. «Signora, ci dispiace. Il medico è assente. L’esame di domattina è annullato. Il prossimo posto disponibile è fra quattro mesi». La telefonata alla signora Adriana Segatori, 71 anni, di Marina di Grosseto, è arrivata alle 19,30 di mercoledì. L’esame, fissato già da ottobre, era per l’indomani (ieri) alle 11,50, un esame che la donna deve fare ogni anno, per scongiurare la formazione di polipi, ai quali è soggetta, e che il medico si raccomanda sempre che esegua.
Una doccia fredda per la donna. E molto più di una scocciatura. Perché Adriana, che soffre anche di diabete e porta con sé i postumi di un ictus avuto qualche anno fa, non doveva fare un esame qualunque. Doveva fare una colonscopia. E per prepararsi non aveva dovuto solo prendere un indigesto lassativo – la preparazione è quattro litri da assumere in due ore il pomeriggio precedente l’esame – ma ha anche dovuto sospendere dei farmaci che utilizza da anni e che non sono “noccioline”, ma calciparina e ticlopidina, anticoaugulanti senza i quali la sua salute è messa a rischio. Tutto invano, tutto da rifare.
«Devo ripetere questo esame ogni anno – spiega la signora Adriana – e il medico si raccomanda sempre che sia puntuale per scongiurare che possano insorgere gravi patologie. Per questo anche quest’anno a ottobre ho telefonato per un appuntamento. Me lo hanno dato ora a gennaio a Massa Marittima».
Per arrivarci Adriana, che non guida ed è vedova, si è dovuta organizzare. L’avrebbe accompagnata il figlio che, a sua volta, ha dovuto accorciare le ferie per essere il 2 gennaio a Massa. Un “sacrificio” tutto sommato sopportabile se almeno tutto fosse filato liscio. E invece...
«La sera prima alle 19,30 – racconta Adriana – ricevo una telefonata. Mi dicono che il dottore è assente e l’esame è rimandato. Di quattro mesi. Mi chiedo: non c’era possibilità di saperlo prima, senza farmi sospendere i medicinali? Ma soprattutto: non c’è un medico che lo possa sostituire? E poi perché devo aspettare altri quattro mesi? Non viene in mente a nessuno che quattro mesi possono essere un’attesa troppo lunga e che in questo lasso di tempo ci potrebbe essere un peggioramento?».
L’Asl, a cui Il Tirreno ha chiesto delucidazioni, si scusa e spiega che il medico ha avuto un contrattempo la sera precedente l’esame, perciò non era possibile avvisare con anticipo la signora. Un errore, invece – spiega l’Asl – riprogrammare la colonscopia fra quattro mesi. Il primario del reparto aveva dato disposizioni precise perché la signora fosse richiamata alla prima occasione utile. L’Asl assicura che la signora sarà dunque ricontattata dopo il 6 gennaio e che potrà fare l’esame di lì a breve. — F.F.
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