Il dolore
Fede rubata, la figlia scrive alla Saccardi
Francesca Bini ha inviato un’email all’assessora regionale alla Sanità: «Amareggiata per quello che è successo»
«Ho scritto una email all’assessore regionale alla sanità Stefania Saccardi per raccontarle quello che è accaduto a mio padre. L’ho anche contattata in forma privata su Facebook per avere presto una sua risposta». Queste le parole di Francesca Bini, figlia di Giancarlo ricoverato dal giorno di Santo Stefano all’ospedale Misericordia di Grosseto a causa di una grave malattia e dal cui dito anulare sinistro, durante il ricovero nell’ospedale cittadino, è sparita la fede nuziale che dal 3 febbraio 1964 lo legava in matrimonio a sua moglie Graziella: una sparizione grave e dolorosa tanto che sull’anello vi era inciso proprio il nome della consorte.
Francesca è addolorata, delusa, amareggiata per l’accaduto ma non si arrende e dal giorno dell’episodio si è sfogata con i parenti, gli amici, la città intera raccontando tutto anche attraversi i social, a partire dal gruppo “Cara Grosseto, vorrei dire qualcosa” . «Ho voluto creare un caos mediatico – continua – per tutelare chi potrebbe trovarsi nelle mie stesse condizioni e per evitare che simili situazioni si ripetano».
La donna ha sporto denuncia in Questura ma non basta: ha voluto sollecitare la Regione coinvolgendo direttamente l’assessore competente per materia, la sanità, Stefania Saccardi, per avere spiegazioni ma anche un confronto sereno per capire perché accadano certe situazioni. «Le ho spedito un messaggio di posta elettronica – aggiunge – all’account della Regione e spero che a questa mia sollecitazione giunga presto una risposta».
Anche le tv nazionali si sono mosse per ascoltare quanto sia successo a Francesca in una vicenda che ha davvero dell’incredibile: ieri diversi servizi sono stati trasmessi dai principali tg di emittenti pubbliche e private (in particolare Mediaset).
Giancarlo è persona nota in Maremma per il suo impegno e i suoi risultati ottenuti nel mondo dell’enologia e della ristorazione: è stato il patron dell’eno-oliteca Ombrone di Suvereto (Livorno) e la figlia ne ripercorre alcune tappe celebrandone i successi. «È stato – dice Francesca – uno dei primi a ricevere la stella Michelin», che viene assegnata ai migliori ristoratori dell’anno.
Ora però Francesca vorrebbe riabbracciare suo padre e tenerlo vicino a sé. «Cercherò di parlare col primario – conclude – per portarlo a casa e finalmente poterlo accudire» e magari per dimenticare velocemente questo bruttissimo momento.
L’Asl intanto, dopo un audit interno, ha incontrato nel pomeriggio la moglie chiedendo di verificare a casa l’eventuale presenza della fede: gli operatori ricordano che, al momento dell’arrivo del paziente in codice rosso al pronto soccorso, sono state consegnate ai familiari - riferiscono ad una delle figlie- una catenina ed un anello. —
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