Sicurezza
Dolore per il piccolo Alex, il bambino nato morto
La mamma è stata trasferita dalla Rianimazione alla Pneumologia. Lunedì il pm affiderà l’incarico per l’autopsia ai consulenti tecnici della Procura
GROSSETO. È una strada lastricata di dolore quella che sono stati chiamati a percorrere i genitori del piccolo Alex, il bambino nato morto il giorno di Santo Stefano. La famiglia, che abita a Caldana, si è affidata all’avvocato Francesca Bronzetti del foro di Pisa e la prossima settimana i genitori del bambino saranno sentiti dal sostituto procuratore Salvatore Ferraro, titolare dell’inchiesta.
Il pm lunedì conferirà l’incarico ai consulenti tecnici che svolgeranno l’autopsia sul corpo del piccino. Autopsia che potrebbe essere eseguita dal professor Mario Gabbrielli, titolare della cattedra di Medicina legale all’Università di Siena e dal dottore Franco Carboni, ginecologo della casa di cura Fabia Mater di Roma. Per il momento, i genitori del piccolo e i familiari hanno deciso di non rilasciare alcuna dichiarazione.
Alex era il primo figlio della coppia e dal giorno di Santo Stefano, avrebbe dovuto portare soltanto gioia e felicità nella vita di mamma Natalya e babbo Andrea. Un figlio voluto con tutto il cuore.
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Il bambino però non ce l’ha fatta: la mamma era stata ricoverata in ospedale il giorno della vigilia di Natale e il 26 avrebbe dovuto aprire gli occhi sul mondo. Per la morte del piccolo, sono state indagate 22 persone: medici, ostetriche, personale della sala operatoria. Nessun infermiere invece – a differenza di quello che abbiamo scritto nell’articolo comparso sul Tirreno di due giorni fa, è iscritto nel registro degli indagati. A renderlo noto è il presidente dell’Ordine degli infermieri Nicola Draoli. «L’Ordine degli infermieri di Grosseto esprime piena solidarietà e vicinanza sia alla famiglia che ai professionisti coinvolti – scrive Draoli – Sono eventi tragici e drammatici per tutti, sia per chi affronta un lutto così enorme ed assoluto, sia per chi ha dedicato la propria vita a salvare e garantire quella altrui e che, purtroppo, nonostante le più alte competenze, si può trovare a fronteggiare eventi imprevedibili e nefasti su cui non a caso è intervenuta la recente L24/2017 a sollevare dalla colpa il professionista nel caso si sia attenuto alle linee guida e alle evidenze scientifiche del caso. Ciò detto ripetiamo che nessun infermiere è coinvolto. Abbiamo appurato che spesso questo errore è legato a esigenze di spazio sui giornali o a semplificazioni eccessive da parte di chi ha necessità di essere compreso in fretta dal grande pubblico, come se la sanità fosse composta solo da due figure professionali (medici e infermieri: sicuramente le più numerose ma non certo le uniche), pur se nel testo dell’articolo sono fatti distinguo. Ma questa esigenza non può e non deve legittimare l’attribuzione della professione infermieristica a chi infermiere non è, sia che se ne parli positivamente sia che ne parli negativamente, e indipendentemente a chi la si attribuisce».
Le prime risposte alla famiglia del piccolo arriveranno probabilmente quando i consulenti tecnici nominati dalla Procura depositeranno la loro relazione. La mamma del bambino, ricoverata subito dopo la tragedia in Rianimazione, è stata trasferita nel reparto di pneumologia.
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