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Novità sugli appalti «Alzare la soglia è segnale positivo ma non sufficiente»

Enrico Pizzi
Novità sugli appalti «Alzare la soglia è segnale positivo ma non sufficiente»

Cna, Confartigianato e Ance sugli affidamenti diretti «Per le imprese locali disagi attenuati però non risolti»

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Avere innalzato da 40mila a 150mila euro la soglia per poter appaltare direttamente i lavori pubblici è un segnale positivo, ma non basta.

È un coro unanime quello delle associazioni di categoria che, solo poche settimane fa, avevano tuonato contro il Comune di Grosseto lamentando una scarsa attenzione della giunta nei confronti di un sistema di assegnazione delle gare che mette fuori gioco le imprese del territorio.

Certo, la scelta del Governo di innalzare la soglia per gli affidamenti diretti «è un primo segnale di attenzione – spiega Anna Rita Bramerini, direttrice della Cna – e consente che per lavori di importi bassi e medi venga data la possibilità alle imprese locali di partecipare», ma questo tipo di scelta «non risolve il problema che abbiamo posto – spiega il segretario generale della Confartigianato, Mauro Ciani – perché sono ancora tante le gare al di sopra dei 150mila euro e al di sotto della soglia del milione. Il problema di fondo – aggiunge – è quello di avere un elenco delle aziende locali, per assegnare i lavori al di sotto del milione, come ha fatto recentemente il Comune di Gavorrano». Anche per il direttore dell’Ance, Mauro Carri, la normativa nazionale «attenua il disagio delle imprese locali». Però il problema di fondo è un altro.

«Il disagio della categoria era per gli appalti oltre la soglia dei 40mila euro e fino al milione, adesso si sposta tra i 150mila euro e il milione, e noi abbiamo provato a far capire che si possono fare indagini di mercato con metodi diversi dal sorteggio, per garantire alle imprese del territorio almeno il 50% degli inviti alle gare. La proposta di legge regionale del Pd, che ha Leonardo Marras come primo firmatario, introducendo il sorteggio su base regionale, va in questa direzione».

Cosa ci si aspetta dal Comune di Grosseto? «Intanto – dice Carri – hanno approvato il principio di privilegiare le gare aperte, una procedura più lenta, ma che non esclude le imprese locali». Su questo anche Bramerini si aspetta che l’impegno sia onorato, così come quello per l’adozione di un ordine del giorno che impegni la giunta da una parte a fare pressione sul governo per il riordino del codice appalti, e dall’altra ad adottare procedure che escludano il sorteggio. —
 

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