Il Tirreno

Grosseto

braccio di ferro tra maggioranza e opposizione 

«Il sindaco dica cosa vuol fare per tutelare il settore»

E.P.

Marras (Pd) a Vivarelli Colonna «Per interventi sotto 1 milione l’ente vuol dotarsi di un elenco di operatori qualificati  da chiamare a rotazione o no?»

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GROSSETO. «Il Pd ha presentato una proposta di legge a sostegno del settore delle costruzioni, Antonfrancesco Vivarelli Colonna dica cosa intende fare il Comune di Grosseto».

Il capogruppo del Pd in consiglio regionale Leonardo Marras ribatte così ai toni polemici con cui il sindaco di Grosseto aveva risposto all’attacco del segretario provinciale del Pd, Gesuè Ariganello. Quest’ultimo, a fronte dell’innalzamento della soglia sotto la quale è possibile affidare appalti pubblici in modo diretto, aveva stigmatizzato l’esultanza del primo cittadino e aveva fatto propria la posizione del presidente dell’Autorità Anti-corruzione Raffaele Cantone, che aveva segnalato i rischi connessi con questa nuova misura.

Per Vivarelli Colonna, invece, Ariganello avrebbe mostrato di non essere dalla parte delle imprese e, anzi, di considerare gli imprenditori locali veri e propri mafiosi.

«Abbiamo avuto prova della totale impreparazione sui lavori pubblici di Vivarelli Colonna nel recente confronto all’assemblea annuale dell’Ance – commenta Marras – Il Comune in questi mesi ha avuto il solo merito di aver convocato le associazioni del settore per tavoli e riunioni a cui, sembra, nemmeno il sindaco o gli assessori abbiano partecipato. Oggi Vivarelli Colonna si fa forte dell’innalzamento della soglia per gli affidamenti diretti a 150mila euro, da parte del governo giallo-verde, e ascrive a suo merito questa scelta polemizzando come al solito con il Pd e dimostrando ancora una volta vivo interesse solo per la propaganda e non per la materia degli appalti».

Marras richiama il sindaco al vero problema posto dal settore delle costruzioni a livello locale.

«Per i lavori sotto la soglia di un milione – dice – abbiamo presentato una proposta di legge a mia prima firma seguita dalle firme degli altri 22 consiglieri regionali del Pd e dunque chiedo: il Comune di Grosseto intende dotarsi di un elenco di operatori qualificati da chiamare a presentare offerte a rotazione oppure no? In caso di uso del sorteggio il Comune di Grosseto sostiene e intende applicare che siano almeno la metà le aziende locali da invitare alla gara con il sorteggio?». Il capogruppo del Pd sottolinea che «Grosseto negli ultimi due anni sta peggio di prima. Non è colpa del sindaco o di un assessore – dice – però non abbiamo visto alcuna reazione, che avremmo salutato con sostegno e approvazione. Nessuno se la può cavare con un insulto o buttandola in caciara».

Sulla stessa questione interviene il vicesegretario provinciale e consigliere comunale del Pd Manuele Bartalucci che riconosce al sindaco «una notevole abilità nel cambiare le carte in tavola».

Lo dimostrerebbe proprio l’intervento sulle nuove soglie per gli affidamenti diretti e la risposta data ad Ariganello.

«Il sindaco afferma infatti – dice Bartalucci – che finalmente si potranno tutelare le imprese locali, quando in realtà il codice degli appalti (sì, quello voluto dal Pd) già consentiva un’attenzione al territorio attraverso le cosiddette gare “negoziate”, per lavori fino a un milione di euro, ma forse il sindaco non lo sapeva visto che non vi è mai ricorso. Quindi, prima si mortificano le imprese locali non percorrendo una strada legittimamente prevista dal codice degli appalti, poi si attacca il Pd esaltando le nuove norme di affidamento diretto. Veramente impareggiabile».

L’auspicio di Bartalucci è che «per il 2019 questa città e questa provincia comincino a essere governate seriamente e come meritano». — E.P.

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