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L'attivista per i diritti dei disabiili: "Nuove norme ma nessuna per l’accesso"

Lorella Ronconi
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Lorella Ronconi

I recenti obblighi per i negozi nel mirino di Lorella Ronconi. Che da anni chiede il rispetto delle leggi antibarriere

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GROSSETO. «Si fa una regola perché le insegne dei negozi abbiano “caratteri della cultura occidentale” e non si fa una regola per abbattere gli scalini che impediscono a tanti clienti di entrare nei negozi. Questo regolamento mira a impedire che in centro storico arrivino negozietti gestiti da stranieri? Be’, ancora oggi dal centro storico e dai suoi negozi sono tagliati fuori tutti i clienti diversamente abili a causa di barriere architettoniche che né il Comune, né le associazioni di categoria, vogliono davvero impegnarsi a eliminare».

Lorella Ronconi, fondatrice della campagna di sensibilizzazione #solounminuto, è delusa. Il riferimento è al nuovo regolamento per la tutela e il decoro del patrimonio culturale e delle attività del centro storico, approvato venerdì che, tra le altre cose, vieta di mettere in vetrina pannelli luminosi, di tenere cactus nelle fioriere, obbliga a tenere in prevalenza prodotti a filiera corta o tipici italiani, vuole insegne in «caratteri della cultura occidentale».

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Insomma, prescrizioni che scendono nel particolare. E che per Ronconi stridono con la mancata applicazione di norme sull’abbattimento delle barriere.

La paladina di #solounminuto da anni denuncia la presenza, nella quasi totalità dei negozi del centro, di soglie rialzate che impediscono l’accesso in autonomia a chi è in sedia a rotelle, e ha diritto a muoversi senza che qualcuno gli tiri su di peso la carrozzina.

Per non parlare di certi tratti di strada sconnessi e impraticabili per chi è in carrozzina. «La viabilità del centro e l’accesso ai negozi non sono parte del decoro? Sono indignata per l’indifferenza e il disinteresse del Comune e delle associazioni di categoria nei confronti dei clienti diversamente abili che continuano a non essere tutelati. La parola inclusione è ancora sconosciuta», conclude. —

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