Sicurezza
Donnini si dimette dall’Atc 7 «Impossibile andare avanti»
Il presidente resta nel direttivo. «Non voglio soffermarmi sugli sgambetti subiti, mi interessa parlare di progetti scientifici come il MonitRing coordinato da Ispra»
Si è chiusa, dopo soli 17 mesi, l’esperienza di Guido Donnini, 32 anni, dottore agronomo, alla presidenza dell’Atc 7 Grosseto Sud, organismo in cui convivono da sempre cacciatori, agricoltori e ambientalisti.
Dimissioni prima della fine naturale del mandato, annunciate alla vigilia di Natale e poi dettagliate nel corso di una surreale conferenza stampa nella sede del Comitato, in via Buozzi. Donnini lascia «per inderogabili impegni professionali e motivi familiari», che non gli avrebbero permesso in futuro di trovare il tempo e le energie necessarie per svolgere con profitto un compito di gestione indubbiamente impegnativo. Ma la verità è un po’ diversa. Donnini non ha più una maggioranza in seno al comitato di gestione. Lo hanno fatto cadere. Lui preferisce non parlarne. Abbozza. Minimizza.
«Questo anno e mezzo trascorso alla guida del Comitato di gestione – spiega – è stato un periodo molto difficile, ma ricco di soddisfazioni, durante il quale ho potuto mettere a frutto le competenze tecniche maturate nei miei studi universitari e fare un’esperienza di gestione diretta. Il mio percorso all’interno dell’organismo dirigenziale degli ambiti territoriali di caccia era iniziato nel 2015, anno in cui le riforme derivanti dal passaggio di competenze tra Province e Regione portarono a fondere i tre sottoambiti grossetani nell’Atc Grosseto, del quale venni nominato vicepresidente per conto di Federcaccia. Successivamente la Corte costituzionale dichiarò illegittima l’estensione territoriale degli Atc unici e la Provincia di Grosseto venne nuovamente suddivisa in due Atc: il Nord (9 Comuni) e il Sud (19 Comuni). Proprio dell’Atc 7 Grosseto Sud sono stato nominato presidente nell’agosto 2017, a maggioranza assoluta nella prima riunione di insediamento».
Donnini ha deciso di rimettere il mandato spinto dal senso di responsabilità nei confronti del territorio e del Comitato di gestione: «Era impossibile andare avanti. Credo di aver dato una sterzata verso una maggiore dinamicità dell’organismo attuando una serie di interventi secondo una visione d’insieme della Maremma, convinto che il legame tra la caccia e l’agricoltura sia imprescindibile».
Proprio da qui, oltre che dall’appartenenza di Donnini (Federcaccia – area Pd), nascerebbero i conflitti con buona parte del Comitato. «Oggi non mi interessa parlare di tutte le vicissitudini e gli sgambetti che ho vissuto, dei no incassati a danno del territorio e delle categorie che dovremmo rappresentare. Voglio restare sul piano oggettivo dei dati e mi reputo orgoglioso del lavoro che siamo riusciti a svolgere, assumendomi in prima persona la responsabilità dei risultati e degli obiettivi non ancora raggiunti. Dico soltanto che la politica, quando si parla di caccia, andrebbe lasciata fuori e invece ha avvelenato spesso il clima tra di noi».
Una delle cose di cui Donnini va maggiormente fiero è quella di essere riuscito a portare avanti sul territorio maremmano un progetto scientifico di rilevanza internazionale come il “Progetto MonitRing”, coordinato da Ispra, sulla migrazione dell’avifauna mediterranea. Non solo. «L’Atc 7 – conclude Donnini – è oggi una delle realtà più efficienti e organizzate nel panorama regionale degli ambiti, con spese di gestione contenute. Lascio, a chi verrà dopo, un organismo in salute e che potrà presto raccogliere i frutti del lavoro faticosamente svolto».
La presidenza, in teoria, dovrebbe toccare di nuovo a un membro di Federcaccia. Donnini non si è dimesso da componente del Comitato di gestione. Vi resterà come semplice membro. —
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